Per Tarantino è Woody Allen il migliore

Il regista di Pulp Fiction e delle Iene fa la lista dei suoi film preferiti: nel 2011 apprezza anche Almodovar, ma drive non gli piace
Caltanissetta, Archivio

ROMA. Non si può dire che Quentin Tarantino sia più di tanto prevedibile. Tanto più quando, come ogni anno, mette mano sul suo sito alla lista dei suoi film preferiti.
Nel 2011 così colloca al primo posto il titolo meno splatter possibile, ovvero 'Midnight in Paris' di Woody Allen, mentre colloca il film più tarantiniano a detta di tutti, quel 'Drive' di Nicolas Winding Refn con Ryan Gosling acclamato come la vera rivelazione di quest'anno, solo tra i contendenti del Nice Try Award, ovvero 'Ci ha provato'. Undici i titoli segnalati dal regista-cinefilo. Tra questi al secondo posto 'L'alba del pianeta delle scimmié (che ci sta tutto), al terzo 'L'arte di vinceré (Moneyball), film di Bennett Miller, basato sul libro Moneyball: The Art of Winning an Unfair Game di Michael Lewis sulla squadra di baseball Oakland Athletics e sul loro general manager Billy Beane.
Tra le sorprese di questa lista anche l'inclusione, seppur al decimo posto, di 'The Artist' di Michel Hazanavicius, film bianco e nero, delicato e poetico che si è appena aggiudicato il Golden Globe come miglior commedia, mentre al quarto posto c'é 'La pelle che abito' di Pedro Almodovar che Tarantino mette anche nella cinquina dei migliori registi insieme a Jason Reitman, Hazanavicius, Woody Allen e Bennet Miller.
Ma quali sono i film che non ama il regista di Pulp Fiction e delle Iene? Intanto tra i non amati c'é 'Sucker Punch', l'action fantasy tutto al femminile diretto dal regista di 300 Zack Snyder, distribuito in Italia dalla Warner. Non gli piace poi Ozon che firma Potiche, ovvero la bella statuina, la rivalsa femminile di una donna (Catherine Deneuve) che sembra qualsiasi, ma che si rivela invece un leone.
Tra le stroncature di Tarantino anche film considerati tra i migliori del 2011 gli apprezzati dalla critica 'Rampart' e 'Il sentiero di Meek' (Meek's Cutoff). Il primo, mai arrivato in Italia, è diretto da Oren Moverman ed è basato su un soggetto di James Ellroy. Con protagonista Woody Harrelson, il film è ispirato a una storia vera, lo scandalo Rampart. Ovvero la storia del poliziotto Dave Brown, veterano della guerra del Vietnam, che lavora in una divisione del Los Angeles Police Department ma si dà da fare tra violenza e soprusi, al limite della legalità. Per quanto riguarda Il sentiero di Meek (Meek's Cutoff), accolto molto bene al Festival di Venezia nel 2010 segue le vicende di una carovana di tre famiglie in viaggio nell'Oregon del 1845. Stephen Meek, un montanaro che conosce il deserto, li guida, ma quando perde la strada sarà un indiano che attraversa il loro cammino che li salverà nonostante sia considerato il loro peggior nemico.

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