Berlino, si va a caccia di Orsi

Al via uno dei festival più famosi al mondo. Tra il 9 e il 19 Febbraio, sono attesi 400.000 visitatori, 20.000 addetti ai lavori, tra produttori, case cinematografiche, registi, attori, distributori, e 4.200 giornalisti
Caltanissetta, Archivio

BERLINO. La Germania, in tema eventi, stupisce sempre con brivido. Se l’ Oktoberfest è la festa popolare più grande del mondo, la Berlinale, il festival del cinema tedesco, lo è altrettanto. In altre parole, è il film festival accessibile al pubblico più grande del mondo. Tra il 9 e il 19 Febbraio, sono attesi 400.000 visitatori, 20.000 addetti ai lavori, tra produttori, case cinematografiche, registi, attori, distributori, e 4.200 giornalisti. Una capitale al servizio del cinema. I premi principali assegnati nel corso della manifestazione sono l'Orso d'oro e l'Orso d'argento (l'orso è il simbolo della città di Berlino).


Ben dieci le cosiddette sections: prima tra tutti “Competition”, 18 film concorrono ai premi, poi Berlinale Shorts, Panorama, Forum, Generation, Perspektive Deutsches Kino, Berlinale Specials, Retrospective, Homage e, dulcis in fundo, Culinary Cinema. Per un totale di 400 pellicole. Il fil rouge della edizione 2012, come ha dichiarato lo stesso direttore creativo Peter Kosslick, è, manco a dirlo, il tema della trasformazione sociale, dei quesiti socio-politici, di aggregazione tra popoli, ma anche di sostenibilità economica globale. Apre il festival Les adieux à la Reine  - Addio mia Regina - di Benoït Jacquot, tratto dal romanzo di Chantal Thomas, con Léa Seydoux, Diane Kruger, Virginie Ledoyen, Xavier Beauvois e Noemie Lvovsky. 14 Luglio 1789.


In una Francia lacerata dallo sconquasso sociale generatosi dal forte indebitamento dello Stato scocca la scintilla della rivoluzione. Luigi XVI perde la Bastiglia, una fortezza-prigione che, per quanto svuotata di ogni significato pratico, si rivelerà nei fatti come il simbolo e fine della
figura sacrale e della intangibilità del re di Francia, poi di tutta la classe nobile. Quello che la nazione francese farà negli anni seguenti, lo ricordiamo, un popolo ridotto alla miseria da una tassazione insostenibile e da scelte sociali scellerate che miravano unicamente a riportare i conti in pareggio, è una storia di trasformazione e di terrore.  Il racconto si svolge nella reggia
di Versailles. Sidonie Labord, la giovane lettrice personale della regina Maria Antonietta (Diane Kruger), interpretata da una bellissima Léa Seyedoux, è travolta con tutta l’impaurita corte dalla nascente rivoluzione. Imbrigliata tra vera devozione e un sentimento forse più profondo verso la stessa regina, si accorgerà solo all’ultimo della cecità e della vanità di una bella e infelice sovrana.

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