Ciprì: Palermo non merita il mio film

Caltanissetta, Archivio

PALERMO. "Non volevamo venire qui, Palermo non merita il nostro film". Lo dice Miriam Rizzo, la sceneggiatrice del film di Daniele Ciprì "E' stato il figlio" presentato nel capoluogo siciliano. "Abbiamo ricevuto solo porte chiuse in faccia per oltre un anno - sottolinea lo stesso Ciprì - e per questo abbiamo deciso di lasciare la città e poter fare serenamente il nostro lavoro lontano da qui". A chi gli domandava il futuro dello stabilimento televisivo a Termini Imerese e dei Cantieri culturali la Zisa di Palermo il regista premiato a Venezia ha risposto "Sono solo sogni, sogni del diavolo". "Non sono un politico, io parlo solo con le immagini" sottolinea Ciprì anche se non sembra un caso l'inquadratura nel suo film della prima pagina del Giornale di Sicilia che riporta le proteste dei dipendenti della Gesip, i lavoratori precari che stanno assediando giorno e notte il Comune di Palermo. "E' solo una coincidenza - dice sorridendo - ma sicuramente non mi è stato possibile girare a Palermo, nonostante il cast, il regista, gli sceneggiatori e lo scrittore Alajmo siano siciliani".

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