Vassallo: «Sono un seduttore d’altri tempi»

L’attore palermitano è un puparo nel film con la Cucinotta: «Sono di quelli che aprono la portiera dell’auto e cedono sempre il passo. Non ce ne sono più, così»

PALERMO. Prima di far ricrescere i baffetti e trasformarsi di nuovo nel giovane Mimì Augello, impenitente dongiovanni, Alessio Vassallo sarà un puparo, Salvatore, nel film di Massimo Scaglione «La moglie del sarto» con Maria Grazia Cucinotta, in uscita il prossimo 15 maggio. Nel 1960 fare i conti col pregiudizio strisciante era all'ordine del giorno. Ancor di più nel sud Italia, ancor di più in un piccolo centro, ancor di più se protagoniste delle chiacchiere sono due donne, rimaste sole dopo la morte del marito e del padre che era il più bravo sarto per soli uomini del paese. La seducente Rosetta, interpretata dalla Cucinotta, e la giovane e bella Sofia (Marta Gastini), persa la protezione maschile, vengono insidiate e diffamate dai notabili del paese per appoggiare il disegno truffaldino di un uomo di potere: ma loro reagiscono, lucidano le forbici, spolverano i manichini e riaprono l'atelier, diventando «sarte per soli uomini» e alimentando ulteriori insinuazioni fin quando arriva lui, Alessio/Salvatore, giovane puparo dall'aria zingaresca.


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