Tv, successo per la fiction "Braccialetti Rossi" Ruffino: piace perchè è autentica come la vita

ROMA. È passata con disinvoltura dal cinema dove ha debuttato a 20 anni nella Solitudine dei numeri primi diretta da Saverio Costanzo alla tv, volto acqua e sapone ha un fisico minuto e un sorriso disarmante, ha subito perdite dolorose che l'hanno segnata profondamente ma che forse le hanno anche dato la forza di diventare quella che è oggi, un'attrice di talento con sguardo delicato proiettato verso il futuro tanto che oggi Aurora Ruffino, l'attrice rivelazione di Braccialetti Rossi sogna per il teatro un ruolo da cattiva magari Clitennestra. La popolarità con il grande pubblico è arrivata nel 2014 grazie alla fiction dell'ammiraglia della tv del servizio pubblico prodotta dalla Palomar di Carlo degli Esposti Braccialetti Rossi per Rai Fiction, la fortunata serie fenomeno per ascolti e presenza sui social network che ha attirato migliaia di giovanissimi e che avrà anche una seconda e terza stagione rispettivamente da quattro episodi ciascuno le cui riprese saranno girata da fine luglio in Puglia. Seguirà una terza sempre da quattro puntate: in totale otto episodi, due in più rispetto alla prima, ma "spacchettate" in due stagioni. Nel 2014 Aurora è stata anche tra i protagonisti di Una Ferrari per due, film tv del ciclo Purchè finisca bene: «Adesso sogno una cattivissima Clitennestra». A confessarlo è stata lei stessa si è finalmente diplomata al Centro Sperimentale di Cinematografia, classe di recitazione. «Sono stata fortunata - racconta a margine della consegna dei diplomi - perchè sono sempre riuscita a studiare d'inverno e lavorare d'estate. Per di più a consegnarmi il diploma sono stati Claudia Cardinale e Giancarlo Giannini: un sogno, è la mia laurea». Aurora Ruffino nonostante la giovane età ha lavorato senza sosta anche se la vita l'ha messa a dura prova fin da bambina, la morte della madre quando aveva soli 5 anni; cresciuta con i nonni e la zia in provincia di Torino insieme a 5 fratelli. A 14 anni segue un corso di teatro organizzato dalla scuola e lì trova la sua strada. A 19 anni, dopo la maturità, si iscrive alla Gipsy Musica Academy di Torino (scuola di ballo danza e recitazione). A 21 anni un provino e il debutto al cinema, con il film «La solitudine dei numeri primi», dove interpreta Viola. Si trasferisce a Roma per studiare presso il Centro Sperimentale di Cinematografia e di lì a un anno recita nella fiction «Questo nostro amore» in cui interpreta Benedetta, lavorando al fianco di Neri Marcorè e Anna Valle.  Continua il lavoro di attrice grazie al film «Bianca come il latte, rossa come il sangue» diretta da Giacomo Campiotti, lo stesso che l'ha poi voluta in Braccialetti Rossi. «Nessuno di noi aveva confessato la giovane attrice - conversando a margine della presentazione dei palinsesti Rai - si aspettava un successo del genere ma quello che ci ha colpito di più sono stati i giovanissimi che ci hanno sostenuto e seguiti fin dall'inizio e continuano a farlo sui
social, sul web per questo abbiamo voluto incontrali spesso. Una fiction semplice, profonda, normale, piace perchè è autentica come la vita». Aurora in Braccialetti Rossi è Cris la ragazza del gruppo di giovani degenti dell'ospedale, ha 17 anni soffre di disturbi dell'alimentazione, ma di cui si innamorano un po' tutti i ragazzi «una fiction dove si sono affrontate tematiche importanti come il tumore, l'anoressia, la malattia in generale, ma senza indugiare nella morbosità. Cris è una ragazza che può sembrare, di primo impatto antipatica, scontrosa perchè ostenta molta sicurezza, molta forza. È al contrario molto dolce e fragile. Ci tengo a dire che lavorare con gli altri ragazzi è stato bellissimo, si è da subito craata un'atmosfera particolare magica». In autunno Aurora tornerà su Rai1 anche nella seconda stagione di Questo nostro Amore '70 per la regia di Luca Ribuoli di nuovo al fianco di Marcorè e Valle, ma sarà cresciuta, tutto è cambiato, sono iniziati gli anni Settanta. Cosa preferisce Aurora tra Cinema e televisione?. «Provo a fare bene entrambi
in ogni caso non fa differenza conta sempre la qualità del prodotto e chi ti dirige. Ci sono fiction molto belle e film di scarsa qualità. Anche se adoro il cinema fantasy quindi mi
piacerebbe girare un film fantastico, magari nei panni di un personaggio dei fumetti».

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