TRIBUNALE

Gela, "atti sessuali su una bimba": ex autista alla sbarra

Secondo l’accusa, il sessantaduenne avrebbe allungato le mani su una minore, figlia di conoscenti

GELA. Effusioni troppo “espansive” le sue. Troppo “amorevoli”. Dimostrazioni d’affetto esagerate quelle che avrebbe riservato ad un bimba, figlia di suoi conoscenti. È l’ombra del sospetto, la pesante ombra, che aleggia su un ex autista dell’azienda sanitaria chiamato alla sbarra per rispondere di atti sessuali su una bimba.

Imputazione che pende sul capo del sessantaduenne, Michele S. (assistito dall'avvocato Fabio Maceri) in quella che per lui non rappresenta la sola vicenda giudiziaria a suo carico. E non su questo tema.

In questa circostanza è stato tirato in ballo perché avrebbe allungato eccessivamente le mani su una bimba di otto anni, peraltro figlia suoi conoscenti. Tant’è che gli episodi “incriminati” – e sono un paio quelli finiti al centro di questo dossier – si sarebbero consumati uno in casa sua, l’altro in quello dei genitori della piccola. E tutto sarebbe racchiuso nell’arco di un paio di mesi, quattro anni addietro.
La storia è venuta poi a galla quasi per caso. Quando la bambina, parlando con i suoi genitori, ad un certo punto avrebbe fatto cenno a strani giochi fatti con quel loro “amico”.

Padre e madre della bimba (assistiti dagli avvocati Walter Tesauro, Alberto Fiore ed Ernesto Brivido), intuendo che dietro quel racconto della loro figlioletta potesse celarsi l’ombra della pedofilia, hanno immediatamente presentato una denuncia ai carabinieri. Girando loro quel racconto che a mezze parole la loro figlia aveva rivelato. Quasi fosse, per lei, solo un gioco. VI. F. 

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