IL CASO

Sutera, l'ascensore sul monte mai utilizzato: "Basta tritacarne mediatico"

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SUTERA. Sutera si avverte oramai di essere finiti nel tritacarne mediatico. L'attenzione dei media nazionali, persino di quelli europei come il britannico "Telegraph" sullo scandalo dell'ascensore avvinghiato al monte San Paolino e mai entrato in funzione, ha infastidito non solo gli amministratori ma molti normali cittadini. Vedere l'immagine dell'opera, assurta a monumento all'incompiuto e a simbolo dello spreco essere trasmessa in tutti i tiggì nazionali, ha suscitato forti emozione negative. Sutera si sente ferita dall'attenzione mediatica verso quello che è stato definito come un tipico ecomostro per eccellenza, l'ascensore della discordia. Per tale motivo, l'Amministrazione comunale ha indetto per questo pomeriggio alle 18,30, nell'Auditorium degli Agonizzanti, un'assemblea pubblica, un incontro per definire le contromosse e le misure in difesa dell'onorabilità del piccolo borgo nisseno. Si parlerà anche- dicono dalle parti del municipio- dell'ipotesi di richiedere un risarcimento danni per gli eventuali danni all'immagine. Il primo danno è stato sicuramente la sospensione, da parte del Touring club italiano, del marchio Paese Bandiera arancione di cui, alle pendici del monte San Paolino, si è sempre andati fieri. Il Tci ha biasimato la Giunta Grizzati per il fatto che l'ascensore, nonostante da tempo sia stato realizzato, resta fermo e immobile. Nel frattempo sui profili dei social network di molti suteresi (un popolo contraddistinto dal forte senso di appartenenza e da un orgoglio a prova d'urto), campeggia una foto panoramica del paesino con su impresso la scritta in stampatello "Io sto con Sutera".

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