PER I RITI PASQUALI

Real Maestranza di Caltanissetta, il capitano espulso fa ricorso

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La decisione del Tribunale richiesta da Salvatore Fiocco potrebbere rimettere tutto in «gioco» a pochi giorni dalla «investitura» ufficiale

CALTANISSETTA. Potrebbe non essere finita l'estenuante telenovela che ha portato nella Real Maestranza alla nomina del capitano, figura di spicco dei riti pasquali nisseni. I giochi potrebbero essere riaperti dalla iniziativa - per certi versi clamorosa - di Salvatore Fiocco l'artigiano già designato per rivestire la prestigiosa carica il prossimo mercoledì santo e poi estromesso. Ad un passo dal traguardo la Maestranza in blocco ha deliberato l'espulsione del ceto di appartenenza di Fiocco (quello dei marmisti) decisione maturata per le vicende giudiziarie che hanno contrapposto gli artigiani della stessa categoria. Nove di loro hanno fatto ricorso al giudice civile con due ricorsi pienamente accolti. Adesso il colpo di scena. L'avvocato Ernesto Brivido, difensore di Fiocco, ha depositato un ricorso con i caratteri dell'urgenza davanti al Tribunale collegiale impugnando il verdetto del giudice Cosimo Napoli che aveva accolto il ricorso di due marmisti (Giuseppe Pirrera e Salvatore Falzone) i quali sostenevano di possedere i requisiti per concorrere alla massima carica della Maestranza.

In definitiva contestavano l'elezione di Fiocco nella ormai famosa assemblea del 26 giugno 2014 dalla quale erano stati lasciati fuori altri marmisti non in regola con il pagamento delle quote sociali. E nove di loro (compresi gli stessi Falzone e Pirrera) avevano presentato un secondo ricorso - anche questo accolto - davanti ad un altro giudice. Inutile sottolineare che le vicende giudiziarie hanno avuto un grande impatto nell'opinione pubblica e soprattutto in ambito ecclesiastico anche perchè la Maestranza, al di là di tutto, è pur sempre un appuntamento religioso l'unico (assieme al Corpus Domini) nel quale il vescovo esce in processione con il Santissimo. Un momento dunque solenne. Tutte le possibili iniziative avviate per tentare la riconciliazione fra le opposte "fazioni" (marmisti contro marmisti) erano sistematicamente fallite malgrado i segnali di apertura lanciati alla fine da Fiocco disposto ad accettare l'invito del giudice a nominare tre saggi esterni incaricati di valutare, in una eventuale riconvocazione dell'assemblea, i requisiti posseduti da chi poteva o voleva aspirare alla prestigiosa carica.

 

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