PECULATO

Ato Caltanissetta, condannato a 3 anni l'ex presidente del Cda

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Pagando con la carta di credito della società dei rifiuti avrebbe effettuato «spese allegre» per ben oltre quarantamila euro

CALTANISSETTA. Sconto di pena per l’ex presidente dell’Ato rifiuti. Tornato alla sbarra per peculato. Perché avrebbe effettuato ”spese allegre” pagando con la carta di credito aziendale.L’ex capo del consiglio di amministrazione della ex Ato Cl1 è stato condannato ieri a 3 anni di reclusione - a fronte dei quattro anni rimediati in primo grado - perché ha ottenuto la concessione delle attenuanti generiche. Come proposto dalla difesa - gli avvocati Sergio Iacona e Salvatore Daniele - che ha proposto per il suo assistito il minimo della pena.

La richiesta di condanna avanzata dal sostituto pg Antonino Patti è stata di poco superiore, ovvero tre anni e tre mesi. Sul piatto della bilancia anche le deduzioni dell’avvocato Dino Milazzo in rappresentanza della stessa Ato, nella veste di parte civile, con la richiesta di confermare il procedente pronunciamento. Già perchè, almeno per il momento, è caduta nel vuoto la proposta che lo stesso Cimino aveva avanzato: una rifusione di 55 mila euro in favore della società d’ambito. La stessa Ato, alla fine, ha poi accolto l’offerta ma ponendo una condizione: doveva essere rispettata in tempo utile, in anticipo rispetto alla sentenza d’appello. Ma così, per ora, non è stato. Alla fine la corte d’Appello presieduta da Salvatore Cardinale (consiglieri Miriam D’amore e Carlo Giovanni Tomaselli) ha concesso un colpo di forbice alla condanna, scesa dai precedenti quattro anni ai 3 comminati ieri. Ma la stessa Corte ha modificato il periodo d’interdizione dai pubblici uffici dell’ex presidente del «Cda», ampliandolo dai precedenti cinque anni all’inibizione perpetua. Per il resto confermati il pagamento di una provvisionale di 20 mila euro in favore dell’Ato ambiente, delle spesse processuali e, rimangono invariate le altre statuizioni. Cimino, infatti, dovrà risarcire la società dei rifiuti secondo l’entità che poi stabilirà il giudice civile.

 

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