DIVERSI ESPOSTI

Lavori al Fanaco, quattordici comuni del Nisseno a secco

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I magistrati vogliono accertare le responsabilità soprattutto per la presenza di numerosissimo materiale in amianto

CALTANISSETTA. Dighe stracolme e rubinetti a secco. Sono i paradossi di un sistema idrico che, per i più svariati motivi, non arriverà mai al top con la distribuzione h24 dell'acqua come sarebbe giusto pretendere. Anzi, nel periodo delle piogge che hanno riempito gli invasi, succede un imprevisto da lasciare migliaia di famiglie senza fornitura per ben ben tre giorni. Da stamattina scatta un black out che investirà ben nove comuni della fascia nord della Provincia e cinque del versante agrigentino (Casteltermini, Aragona, Canicattì, Campobello di Licata e Ravanusa). Nel Nisseno l'erogazione sarà sospesa ad Acquaviva Platani, Milena, Mussomeli, Campofranco, Sutera, Bompensiere, Montedoro, Delia e Sommatino. A provocare l'interruzione - si legge in una nota di Siciliacque - un intervento di riparazione (urgente) che dovrà essere effettuato in corrispondenza dello scarico retrostante la stazione ferroviaria di Acquaviva Platani. I lavori costringeranno Siciliacque ad interrompere l'esercizio dell'acquedotto Fanaco.

Contemporaneamente saranno eseguiti altri interventi per la riparazione di perdite in contrada Cozzo Canne (territorio di Castronovo) e in contrada Passo del Barbiere (nei pressi di Cammarata) e la sostituzione di apparecchiature sulla statale 189 in contrada Gilferraro. Nella stessa nota Siciliacque indica le date per il ripristino delle forniture: ad Acquaviva entro le 18 di sabato, a Milena e Mussomeli, entro la mezzanotte dello stesso giorno, a Campofranco e Sutera entro le 22 di sabato; a Bompensiere a Montedoro entro le 2 di domenica e nello stesso giorno (entro le 14) a Delia e Sommatino. In definitiva l'erogazione idrica subirà uno stop di tre giorni e in qualche caso anche oltre un disservizio che per migliaia di utenti rasenta l'assurdo se si pensa che proprio in questo periodo sia il Fanaco che l'Ancipa, ovvero i due acquedotti al servizio della provincia nissena, fanno registrare il pienone.

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