L'INCONTRO

L'Acli: «Le famiglie nissene vivono in gravi difficoltà»

Oltre la metà di esse stenta ad arrivare a fine mese, contro il 37,8% della media nazionale.

CALTANISSETTA. L’Istat è categorico: lo stato di difficoltà attuale delle famiglie della provincia nissena, oltre la metà di esse (53,9%) ha difficoltà ad arrivare a fine mese, contro il 37,8% della media nazionale. «Eppure la nostra provincia possiede capacità "silenti", inespresse, ma che sono le risorse più importanti per riattivare lo sviluppo e uscire dalla crisi». È quanto è stato sostenuto nel corso del primo incontro «La famiglia che c’è», incontro fortemente voluto da Stefano Parisi, presidente delle Acli Caltanissetta. «La famiglia rimane socialmente ed economicamente instabile, sensibile ai cambiamenti e agli eventi negativi improvvisi e mal protetta dalle istituzioni - ha affermato il presidente provinciale delle Acli di Caltanissetta Stefano Parisi -. Non vi è alcuna tutela economica e sociale, e l'applicazione del quoziente familiare, da anni invocato dalle Acli, viene ignorato» Per l'occasione sono stati illustrati i dati sulla situazione socio economica delle famiglie della Provincia di Caltanissetta, approfondendone anche il posizionamento. Dalla lettura dei dati Istat emerge infatti un quadro preoccupante della realtà sociale delle famiglie siciliane.

Esse, infatti, sembrano vivere al crocevia di traiettorie economiche e istituzionali assai complesse e non di rado contraddittorie. In generale, le famiglie residenti in Sicilia, e in particolare nella nostra Provincia, risultano ancora socialmente vulnerabili e troppo condizionate dalle contingenze. Un ottimo lavoro è stato svolto dal team dell'Area Politiche di cittadinanza, una struttura delle Acli nazionali che si occupa di sviluppare i temi e le azioni riguardanti ambiti - economia, lavoro, welfare, politiche per la famiglia e immigrazione. «Il lavoro già avviato per la Sicilia è complesso e denso di analisi culturali e sociali che non possono essere lasciate nel cassetto una volta concluse - ha spiegato Stefano Parisi - Il nostro obiettivo è registrare la realtà al fine di cambiarla». G.M.

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