BENI CONFISCATI

A Vallelunga frumento biologico in un terreno dove fu prigioniero Di Matteo

VALLELUNGA. Si ricaverà frumento biologico dal terreno confiscato alla mafia nel cuore del Nisseno dove il piccolo Giuseppe Di Matteo trascorse un periodo della sua prigionia prima di essere sciolto nell'acido su ordine di Giovanni Brusca. Sono appena iniziate, infatti, a Vallelunga Pratameno (Caltanissetta) le operazioni di aratura dei 20 ettari di terreno confiscati al boss Alfonso Scozzari. Successivamente verrà seminato il frumento biologico necessario per produrre la pasta, che sarà commercializzata su scala nazionale. La cerimonia di consegna del bene si era svolta il 24 giugno scorso nella Prefettura di Caltanissetta alla presenza del presidente della commissione nazionale antimafia Rosy Bindi. Il bene sarà destinato a finalità agricole e sociali.

L'amministrazione regionale, dopo averlo ricevuto in assegnazione dall'agenzia nazionale per i beni confiscati alla mafia, ha proceduto al trasferimento del compendio immobiliare, in concessione temporanea al consorzio sviluppo e legalità per il suo immediato riutilizzo, in attesa che si completassero i vari passaggi della procedura pubblica previsti dalla legge. Il procedimento era stato coordinato dalla prefettura di Caltanissetta con l'Associazione nazionale magistrati e con il sostegno della Regione siciliana. «L'evento di oggi - ha dichiarato il presidente del consorzio e sindaco di Monreale Piero Capizzi - segue la manifestazione di consegna del bene da parte della Regione Siciliana al consorzio sviluppo e legalità, che si è svolta nei giorni scorsi alla presenza delle autorità».

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