POLIZIA

Rapina e aggressione, arrestata una minorenne a Caltanissetta

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CALTANISSETTA. Arrestata una quindicenne nissena che insieme ad altri complici si era resa autrice di una rapina e in seguito anche di un’aggressione ai danni della stessa sessantenne. La giovanissima è stata tratta in arresto dagli agenti della sezione Volanti, diretti dal commissario capo Alessandro D’Arrigo, dopo il provvedimento emesso dal Gip presso il Tribunale dei Minori di Caltanissetta, su richiesta del Pubblico Ministero  per i reati di concorso in rapina aggrava e lesioni personali gravi.

I fatti si erano verificati il 25 marzo quando la quindicenne insieme ad un complice, Mattia Castore, di 21 anni,  avevano compiuto una rapina in via Pampillonia, in pieno centro storico a Caltanissetta. I due dopo essersi avvicinati ad una sessantenne l’hanno colpita alla nuca per poi prenderle la borsetta.  La donna , caduta a terra, aveva riportato un trauma cranico tanto da essere giudicata dai medici del pronto soccorso guaribile in trenta giorni.  Appena qualche giorno dopo, il 31 marzo, la stessa si trovava in via Redentore, con il figlio e aveva riconosciuto, tra un gruppetto di tre ragazzi, i due che l’avevano aggredita e scippata qualche giorno prima.  I due vistisi riconosciuti, spalleggiati dal terzo – anche lui minorenne – si erano scagliati nuovamente contro la signora e questa volta anche contro il figlio aggredendoli con calci e pugni tanto da procurare un altro trauma cranico a lei e la frattura di una costola a lui.

E così che il 22 aprile i poliziotti avevano già tratto in arresto Mattia Castore attualmente agli arresti domiciliari.  Adesso invece è stata la volta della quindicenne nei confronti della quale il tribunale ha ritenuto  sussistere gravi indizi di colpevolezza; il Giudice, in particolare, vista l’allarmante condotta e la particolare violenza dimostrata dalla minore nell’esecuzione del reato, ritenendo fondato il concreto pericolo che la stessa potesse commettere altri gravi delitti della stessa specie, ha disposto l’applicazione della misura cautelare. Proseguono, invece, le indagini al fine di attribuire precise responsabilità all’altro minore che si rese complice dell’aggressione del 31 marzo.

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