L'INTERVISTA

Inquinamento a Gela, Italia Nostra: «La terra dei fuochi non è solo in Campania»

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GELA. «La terra dei fuochi non credo che sia solo in Campania perché in Sicilia, non c’è tutela dell’ambiente e la mafia continua a mostrare interesse nella gestione dei rifiuti». È quanto afferma il presidente regionale di Italia Nostra, Leandro Janni.

Le criticità, rispetto ai temi ambientali, sono tante, rileva Janni e il tutto con un atteggiamento di totale indifferenza da parte dei nostri amministratori e di chi è demandato alla tutela dell’ambiente.

Leandro Janni, quali sono le condizioni del nostro ambiente?

«Non sono buone e lo dimostrano anche gli ultimi dati sulla qualità della vita. Ancora una volta siamo agli ultimi posti. Ci sono diverse criticità. Nelle cave in stato di abbandono o ex miniere, anche se recentemente sono state al centro di alcune inchieste da parte della magistratura, si sospetta ci siano delle discariche di rifiuti di qualunque genere. Abbiamo anche il problema dell’amianto che è piuttosto rilevante perché non sono state attivate campagne di bonifica in tutti i territori urbani ed extraurbani. L’amianto è un killer silenzioso ma inesorabile».

Vi sono anche altre forme di inquinamento?

«Altre forme di inquinamento più recenti, per così dire più moderne sono quelle elettromagnetiche legate al moltiplicarsi di antenne di telefonia mobile. Ovunque ci sono regolamenti comunali che vietano di collocarle vicino alle scuole ma di fatto vengono ignorate».

A Gela com’è la situazione?

«Il caso Gela è un caso particolare anche se da un paio di anni, tutto sommato, la qualità dell’aria è migliorata. Però le bonifiche non sono partite e invece andrebbero fatte perché negli anni il territorio è stato massacrato, deturpato, avvelenato, intossicato. Sono inquinate le acque, il suolo, l’aria. Eni e Governo dovrebbero attivarsi. Sui temi ambientali, servirebbe una spinta politica pressante e convinta. Ci sono dei momenti in cui il dibattito si acuisce e poi però tutto torna come prima. C’è una maggiore consapevolezza ambientale rispetto a prima ma poi di fatto non succede niente».

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