CORTE D'ASSISE

Fratelli ridotti in schiavitù, imprenditore a processo a Caltanissetta

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CALTANISSETTA. Sarà la corte d’Assise di Caltanissetta a processarlo per riduzione in schiavitù. Così ha disposto il gup dopo che gli atti sono tornati alla procura che ne ha chiesto di nuovo il rinvio a giudizio. Perché lui, l’imprenditore cinquantasettenne Salvuccio Pirrello (difeso dall'avvocato Davide Anzalone) era stato rinviato a giudizio una prima volta ma al cospetto del tribunale.

Ma nel frattempo, quando la prima parentesi giudiziaria era già partita, è sopravvenuta una modifica alla normativa che ha fortemente inasprito le pene per il reato di riduzione in schiavitù, prevedendo da minimo di 8 a un massimo di 20 anni di reclusione.

Così, per l’elevata potenziale condanna, è stata la stessa procura a chiedere al tribunale di rimandare gli atti agli uffici giudiziari. Ed a carico dell’imprenditore è stato istruito un nuovo dossier, con una nuova richiesta di rinvio a giudizio e una conseguente udienza preliminare. Che alla fine ha fatto scattare il processo a carico dello stesso impresario, ma questa volta a giudicarlo sarà la corte d’Assise di Caltanissetta.

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