CALTANISSETTA

"Pizzo alla Zonin", cambia un giudice in avvio dell'Appello

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CALTANISSETTA. Subito un fuori programma in avvio del processo d’appello per le richieste estorsive alla «Zonin». Già perché uno dei giudici chiamati a comporre la Corte d’Appello, ancor prima che s’istruisse il nuovo procedimento s’è dichiaro incompatibile.

È Gabriella Tomai, indicata come consigliere insieme ad Alessandra Giunta nella Corte presieduta da Andreina Occhipinti, che s’è astenuta perché il marito, il giudice Giovanbattista Tona, nel novembre di nove anni fa nelle vesti di gip è stato firmatario delle quattro ordinanze di custodia cautelare chieste dalla procura per questa inchiesta ribattezzata «Break».

Alla, sbarra, adesso, in appello sono chiamati il riesino Giuseppe Cammarata, figlio del boss di Cosa nostra, Pino Cammarata e, con lui, Rosolino Li Vecchi (entrambi difesi dall’avvocato Vincenzo Vitello) anch’egli riesino e ritenuto uomo d'onore.

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