IL CASO

Integrativo ai comunali di Caltanissetta, la decisione in mano al giudice

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CALTANISSETTA. In attesa della definizione del contenzioso, tra comune e dipendenti, che rivendicano dieci anni di incentivo regionale, promosso dai comunali davanti al giudice lavoro del Tribunale, il magistrato, come primo atto, ha ordinato al comune di definire entro la fine del mese i calcoli retributivi eventualmente spettanti ad ogni singolo dipendente.

Nella prima udienza che si è celebrata qualche giorno addietro,i magistrato ha acquisito la documentazione presentata dal difensore dei lavoratori del comune e quella dei dirigenti di Palazzo del Carmine, riservandosi di decidere sulla base di documenti presentati o eventualmente di fissare una nuova udienza dibattimentale.

Una lunga storia , approdata adesso nell’aula del Tribunale, che si è iniziata qualche decennio addietro,quando i vertici dell’azienda comune hanno assunto la decisione di cancellare definitivamente il “premio” in favore de lavoratori. Si trattava in pratica di un riconoscimento finanziario che veniva erogato, una tantum, ai dipendenti per l’attività svolta ed il raggiungimento di determinati obiettivi prefissati dall’amministrazione. Bonus che veniva quantificato con una mensilità aggiuntiva.

In seguito a quella decisione di abolire l’incentivo alcuni lavoratori,circa duecento, hanno iniziato un lungo braccio di ferro con i vertici del comune e che si concluderà forse definitivamente con il giudizio promosso davanti al giudice del lavoro. Se la parte pubblica dovesse soccombere nel procedimento intentato dai lavoratori il comune sarebbe costretto a pagare gli arretrati a tutti i comunali, ( quattrocento dipendenti) per un complessivo di circa sei milioni di euro. Tutti i tentativi di mediare fino ad oggi la vertenza, tra sindacati provinciali ed Rsu ( rappresentativa sindacale unitaria) sono andati a vuoto, compreso anche quello di giungere ad una sorta di transazione. Mancato accordo che ha portato i comunali a diverse forme di protesta che si è anche sviluppata con dei sit-in nei pressi dell’edificio comunale, fino alla sciopero di tutto per il personale.

Al comune, i dirigenti, si ostinano a non riconoscere quelle che invece per i lavoratori è un diritto sacrosanto anche se nella realtà il fondo del premio incentivante è regolarmente costituito in tutti gli altri comuni e percepito dai lavoratori con legge della regione. Lo hanno anche ribadito di recente sindacati che richiamano la recente finanziaria della regione che, in linea con la finanziaria degli altri anni, ribadisce l’istituto dell’incentivo regionale. In linea, o quasi, con questo principio anche l’ex assessore comunale alle Finanze, l' avvocato Boris Pastorello, che prima della conclusione del suo mandato, aveva messo in guardia i dirigenti del settore Finanze e dell' Ufficio Legale di Palazzo del Carmine con il consiglio di definire bonariamente la vertenza anche attraverso una eventuale transazione.

«Ritengo – scriveva Pastorello - che la vicenda vada attenzionata poiché la causa, a differenza delle precedenti, sembra utilizzare argomenti che a mio modestissimo parere meritano un approfondimento». L’obiettivo era quello di evitare contenziosi, come di fatto è avvenuto, e verificare eventuali spazi per giungere ad bonario componimento.

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