AL VOTO

Primarie del Pd: a Gela carabinieri al seggio e voto annullato

GELA. Accuse reciproche di brogli, seggi chiusi per irregolarità, con l'annullamento di tutti i voti espressi, e intervento delle forze dell'ordine. E' caos, al sud, alle primarie del Pd. Mentre a Napoli, a "vigilare" sulla regolarità del voto il Pd nazionale ha inviato il deputato Ernesto Carbone, dalla Sicilia alla Puglia, passando per la Calabria, i rappresentanti delle mozioni dei tre candidati non si sono risparmiati accuse di irregolarità, violazioni delle norme e brogli. Accuse che alla fine hanno portato la Commissione nazionale per il congresso a chiudere tre seggi - a Cariati (Cosenza), Nardò (Lecce) e Gela - e ad annullare i voti già espressi.

Carabinieri in azione per evitare che dalle parole si passasse ai fatti, a Gela - comune del governatore Rosario Crocetta che è stato sindaco della cittadina - a causa di un seggio "occulto". Uno scontro originato dalla decisione del presidente dell'unico seggio cittadino allestito in un gazebo, di aprire una quinta urna all'interno dell'adiacente sede Pd. I voti dell'urna aggiuntiva sono stati annullati, ma questo non ha evitato che la commissione nazionale annunciasse l'annullamento di tutti i voti, anche se la fila al gazebo è proseguita fino a sera. E la mozione Emiliano ha già annunciato ricorso contro la decisione della commissione.

A Cosenza i Comitati per Renzi hanno denunciato irregolarità, lamentando la presenza al seggio di Quattromiglia di Rende dove c'è l'Università della Calabria, di studenti fuori sede "muniti di una falsa registrazione telematica", accusando la mozione Orlando di "brogli e tentativi di inquinare il voto democratico" e annunciando la richiesta di annullamento. Annullamento che è arrivato per il seggio di Cariati dopo che i sostenitori del ministro della Giustizia hanno segnalato che il seggio era stato collocato in un pub di un privato invece che al centro sociale come era stato deciso.

Lo scontro tra le diverse mozioni del Pd non è stato più tenero in Puglia. Ad essere chiuso è stato il seggio di Nardò, dove il sindaco di destra Pippi Mellone aveva annunciato il suo sostegno a Michele Emiliano. "Il sindaco ha portato a votare 1500 elettori, prevalentemente di destra", è stata l'accusa del Pd locale rilanciata dalla mozione Renzi. Ma la decisione della Commissione per il congresso, secondo il deputato dem Dario Ginefra, del comitato nazionale di Michele Emiliano, è stata presa sulla base di accuse "strumentali e grottesche". In Puglia polemiche anche sulle ricevute rilasciate ai votanti che, è stata l'accusa del sindaco di Bari e presidente Anci Antonio Decaro, sarebbero state raccolte fuori dai seggi per organizzare il rimborso. Quindi sospensione del rilascio delle ricevute.

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