ECCELLENZA

Il doppio volto della Sancataldese, Russo: «Serve più professionalità»

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CALTANISSETTA. Archiviata la pratica campionato, con la permanenza in Serie D conquistata a quattro giornate dal termine, è tempo di pianificare il futuro in casa Sancataldese. In vista della prossima stagione la società verdeamaranto è chiamata a ridare linfa ad un gruppo che, a partire dal girone di ritorno del torneo, è parso meno “cattivo” dell’inizio della stagione e, a salvezza acquisita, in certi casi scarico e senza stimoli.

Complice certamente un’annata ben più intensa di quelle passate: la Serie D si è mostrato un palcoscenico ben più impegnativo dell’Eccellenza per gli uomini di Marcenò, sia dal punto di vista fisico (non a caso la rosa è stata martoriata dagli infortuni) che sotto l’aspetto mentale.

Su questi argomenti ha fatto la sua riflessione il dirigente della Sancataldese, Arcangelo Russo: «La nostra stagione va analizzata in due punti fondamentali; il primo punto è il raggiungimento della salvezza. Dobbiamo essere tutti contenti di aver centrato l’obiettivo stagionale, frutto del lavoro dei dirigenti ma soprattutto dello staff tecnico.

Il secondo punto riguarda l’analisi critica di come siano andate le cose nell’ultimo periodo, durante il quale non sono state attese le aspettative di gran parte della dirigenza, oltre che dei nostri tifosi. Ho vissuto il calcio per anni da calciatore e lo sto vivendo adesso da dirigente di questa squadra e ho imparato che è una realtà imprevedibile e mutevole; probabilmente ci sono stati dei momenti in cui bisognava avere più polso e prendere saldamente in mano la situazione. Io sono il primo a fare autocritica ma è necessario che tutti si rendano conto che qualche errore è stato fatto, dalla dirigenza in toto, e che dagli errori commessi dobbiamo ripartire per migliorarci e crescere».

Il dirigente mette il punto esclamativo sulla programmazione del futuro: «Abbiamo il dovere verso i nostri tifosi di tenere alto l’onore di questi colori. San Cataldo ed i sancataldesi meritano giocatori all’altezza della situazione, ma meritano anche persone alla guida della società che siano all’altezza della situazione; la Serie D è un palcoscenico nel quale il dilettantismo deve già cedere il passo a professionismo e professionalità, sia per quanto riguarda la rosa che in merito alla dirigenza».

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