Boss della "Stidda" di Gela si iscrive al Partito Radicale

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Orazio Paolello, foto tratta da Quotidiano di Gela.it

GELA. Il boss della "Stidda" di Gela, Orazio Paolello, al quale dopo anni è stato revocato il regime di carcere duro, si è iscritto al Partito radicale. Lo ha reso noto Sergio D’Elia, segretario dell’associazione «Nessuno tocchi Caino», al termine della tappa che ha portato a Gela la "Carovana della giustizia" dei radicali per la raccolta di firme, dentro e fuori le carceri, sulla loro proposta di separazione delle carriere tra magistrati inquirenti e magistrati giudicanti.

Per D’Elia, Orazio Paolello (nel cui curriculum criminale risultano 34 condanne, con sei ergastoli definitivi, di cui cinque per strage e 41 tra omicidi tentati e consumati, soppressione di cadavere, associazione a delinquere, droga e armi) è profondamente cambiato. «Se tornasse nella sua città - scrive in una propria nota l’esponente radicale - Orazio potrebbe essere una risorsa, un esempio un valore proprio perché lui ha vissuto da ragazzo quell'esperienza negativa del male.

«La sua conversione dalla violenza alla nonviolenza potrebbe prevenire il male commesso da altri. Per suggellare il cambiamento Orazio ha deciso di iscriversi al Partito Radicale». Anche la sorella del boss, Luisa Paolello, sostiene che «Orazio potrebbe dare tanto alla comunità di Gela perché l’esperienza vissuta servirebbe a dire ai giovani che intraprendono una brutta strada che non ha senso percorrerla per bruciare la propria vita, quella della propria famiglia e quella degli altri. Così Orazio in parte potrebbe risarcire per i danni causati alla società».

La conversione di Orazio Paolello però non lo avrebbe portato finora a dichiararsi disponibile a collaborare con la giustizia.

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