TRIBUNALE

Chiese soldi ad un ottico di Sommatino, condannato

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SOMMATINO. Prima i colpi d'arma da fuoco alla saracinesca di un negoziante e poi, a più riprese, le richieste esplicite di denaro con tanto di minaccia: «Qui ci scappa il morto». Ricorrendo - secondo la tesi degli inquirenti - ai metodi mafiosi. Sullo sfondo vi sarebbe una fornitura di occhiali non pagata. Alla fine un presunto estorsore è finito in giudizio ed è stato adesso condannato. Per altri due soggetti coinvolti nella vicenda, ossia gli emissari, istruito un fascicolo a parte.

È una vicenda maturata tutta nell'ambito del commercio, in particolare nel settore di prodotti ottici ed occhiali. Il sospetto estorsore è stato ritenuto colpevole a metà. È ilcinquantacinquenne Michele Pennisi che è stato condannato per tentata estorsione aggravata dai metodi mafiosi a 3 anni di reclusione, 1.200 euro di multa e all'interdizione temporanea dai pubblici uffici per 5 anni.

Ma non è tutto. Perché dovrà risarcire - secondo l'entità che poi stabilirà il giudice in un procedimento a parte - anche la parte civile, un sessantatreenne sommatinese (assistito dagli avvocati Carmelo Terranova e Giovanni Sanfilippo) titolare di punti vendita a Sommatino e Gela. Di contro il Tribunale di Gela presieduto da Miriam D'Amore (consiglieri i giudici Silvia Passanisi e Marica Marino) ha assolto l'imputato (difeso dagli avvocati Michele Spatafora e Salvatore Ingrassia) per gli spari contro la saracinesca di uno dei negozi di ottica che fanno capo alla parte civile.

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