IL CASO

Crocetta rinviato a giudizio per aver diffamato un dipendente comunale di Gela

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Rosario Crocetta

GELA. Secondo rinvio a giudizio per diffamazione, in pochi mesi, a carico del governatore della Sicilia Rosario Crocetta, su ricorso, in entrambi i casi, di un dipendente comunale di Gela, Saverio Di Blasi, portavoce locale dell’associazione ambientalista «Aria Nuova».

Crocetta avrebbe diffamato Di Blasi dandogli del mafioso durante un comizio in piazza Umberto, a Gela, in occasione delle elezioni comunali del 2015. A Di Blasi, che lo fischiava con una buona parte del pubblico, il governatore, sceso in campo a sostegno del sindaco uscente Angelo Fasulo (Pd), rispose dal palco accusandolo di "uscire la sera in compagnia di mafiosi e di giorno a fare l'ambientalista a convenienza». Il pm, Andrea Sodani, l’ha citato a comparire per il 2 febbraio prossimo davanti al giudice monocratico di Gela.

L’altro dibattimento è giunto alla seconda udienza, fissata per novembre, al tribunale di Catania e riguarda le dichiarazioni di entrambi i contendenti pubblicati all’epoca in un servizio del settimanale Panorama sul governatore Crocetta. Alle accuse dell’ambientalista, circa presunte relazioni pericolose tra Crocetta ed esponenti della criminalità organizzata locale, lo stesso ex sindaco di Gela avrebbe a sua volta accusato Di Blasi, lasciandone trapelare una possibile appartenenza a Cosa nostra.

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