OPERAZIONE "FAR WEST"

Intimidazioni a colpi di fucile, due arrestati a Gela

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GELA. Sparano colpi di fucile sparati sulla porta di ingresso di una abitazione in via Generale Cascino, a Gela, e contro uno scooter posteggiato nelle vicinanze. Poco dopo esplodono altri quattro colpi di fucile ad altezza d’uomo in direzione del bar Crispi, terrorizzando la barista all’interno che è riuscita a scappare in tempo. Questa la ricostruzione di quanto è accaduto il 24 giugno a Gela.

I carabinieri e gli agenti di polizia hanno identificato e arrestato Saverio Di Stefano, di 24 anni, e Giuseppe Trubia, di 21 anni. Entrambi sono accusati di minacce, danneggiamento con colpi di fucile, porto di arma da fuoco con matricola abrasa e ricettazione.

I militari hanno acquisito tutte le immagini delle telecamere in via Generale Cascino e in via Crispi. E’ stata così individuata la Fiat Panda utilizzata per compiere i due atti intimidatori, che è risultata rubata  qualche giorno prima. Ed è stato ricostruito  il percorso fatto da due uomini.

Dopo un’approfondita indagine le forze dell’ordine hanno individuato nella zona di contrada Fiaccavento, l’ovile di Trubia. Il 30 giugno scorso sono stati individuati Trubia e Di Stefano mentre tentavano di appiccare il fuoco ad alcuni indumenti, utilizzati durante le intimidazioni.

Nel corso della perquisizione è stato sequestrato un fucile a canne mozze, calibro 12, numerose cartucce  e tre chili di hashish. Grazie alla comparazione balistica, effettuata dalla polizia scientifica di Palermo, si è stabilito che i bossoli trovati in via Generale Cascino e via Crispi sono stati sparati da quel fucile sequestrato a Trubia. In un terreno nelle vicinanze dell’ovile i due uomini hanno dato fuoco alla Panda utilizzata per gli spostamenti durante le sparatorie.

Secondo gli inquirenti il probabile movente degli atti  intimidatori  potrebbe ricondursi ad una ritorsione per il danneggiamento mediante incendio di una autovettura di Di Stefano. Da ulteriori sviluppi della attività info-investigativa, appare possibile che la spedizione punitiva potrebbe anche inserirsi in una situazione di contrasto sorta nell’ambito del traffico di droga.

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