IL CASO

Porto di Gela ancora insabbiato, monta la protesta degli operatori

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GELA. Un dragaggio costato circa 350 mila euro giusto per creare un canale e lasciare in ogni caso il porto inagibile; un progetto di milioni di euro sempre promesso e mai appaltato; la sabbia che avanza, gli operatori del settore costretti a trasferire le loro imbarcazioni al porto di Licata e per ultimo, in ordine cronologico, il problema legato alla presenza di mucillagine.

Tutti disagi che stanno mettendo a dura prova gli operatori portuali di Gela, che riuniti in Comitato, hanno già annunciato che il prossimo 4 marzo, giorno delle elezioni politiche, prenderanno le loro tessere elettorali e una volta giunti davanti al Palazzo di Città, le lanceranno in aria, astenendosi ovviamente dal voto. E’ questa la forma di protesta che i pescatori gelesi hanno scelto per dire «basta» alle chiacchiere, alle firme che si mettono nei protocolli d’intesa e alle promesse che da anni ricevono, soprattutto quando in prossimità delle elezioni.

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