TRIBUNALE

"Ucciso perché corteggiò le loro fidanzate", un ergastolo a Niscemi

NISCEMI. La corte d’assise di Caltanissetta ha condannato all’ergastolo un pregiudicato di Niscemi, Giuseppe Cilio, di 40 anni, e ha assolto il fratello, Salvatore, di 42 anni, per l’omicidio di Orazio Sotti, un idraulico di Gela, ucciso davanti alla propria abitazione nel dicembre del 2000. Il primo è riconosciuto l’esecutore materiale del crimine, nessuna responsabilità sul secondo che i pm indicavano come il mandante.

Sotti era stato «punito» per avere corteggiato le ragazze sbagliate, cioè le fidanzate dei Cilio. Il delitto passionale era rimasto senza soluzione nei cassetti della Procura. Fu il padre dell’ucciso a sollecitare nel 2011 la riapertura dell’inchiesta e ad ottenere giustizia dopo 18 anni. Uno degli avvocati della vittima, Giuseppe Cascino, difensore di parte civile, è riuscito ad accertare, tramite testimoni, che in più occasioni Giuseppe Cilio avrebbe detto in pubblico: «A me nessuno può farmi cornuto, nessuno può mettere le corna alla mia famiglia».

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