MANIFESTAZIONE

Muos, nuova protesta a Niscemi

NISCEMI. Da tutta la Sicilia ieri a Niscemi per la manifestazione regionale indetta contro il Muos. Un impianto di telecomunicazione satellitare voluto dagli Stati Uniti d'America che con la sua istallazione ha deturpato la riserva naturale protetta della sughereta e, attraverso le emissioni di onde elettromagnetiche, provoca gravissimi danni biologici irreversibili alla popolazione, alla flora e alla fauna anche per brevi esposizioni.

Una manifestazione, quella di ieri, che ancora una volta manifesta la volontà popolare di decidere della propria terra, di difendere il proprio territorio e la dignità delle proprie esistenze nei luoghi in cui si è nati. Luoghi che non si vuole essere costretti a lasciare per evitare danni alla salute o subire processi irreversibili di impoverimento causati dalle vecchie e sempre attuali logiche politiche imposte dall'alto.

In tale contesto un occhio va al presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci che nel corso della sua campagna elettorale ha dichiarato un prioritario e assoluto interesse alla salute di ogni cittadino siciliano e, nei primi giorni di mandato, l'incompatibilità dell'inceneritore nella Valle del Mela con il proprio programma politico dimostrando sin da subito una generale sensibilità alle questioni territoriali riguardanti l'inquinamento e il ruolo delle industrie che insistono sul territorio siciliano.

"Chiediamo che il nuovo governatore in carica Nello Musumeci prenda parola sulla questione del Muos, che materializzi la discontinuità, espressa a parole, con il precedente Governo Crocetta. Riguardo il termovalorizzatore della Centrale termoelettrica di San Filippo del Mela ha espresso al Governo centrale il proprio parere contrario e sul Muos? Nulla da dire? Lascerà che gli abitanti di questo angolo di Sicilia vengano bombardati da dannosissime emissioni e che venga leso il diritto sacrosanto alla salute? Che questo angolo di Sicilia venga sottratto, come è adesso, alla sovranità siciliana? Perché, dato il suo silenzio, questa è la situazione attuale", afferma il catanese Simone Di Stefano del movimento indipendentista Antudo, presente oggi alla manifestazione.

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