IL PROGRAMMA

Festa del torrone a Caltanissetta tra degustazioni e mostre

Un venerdì di degustazioni, presentazioni, tavoli di lavoro e mostre, tanti appuntamenti accomunati dalla volontà di valorizzare un intero territorio a partire dall'orgoglio di un prodotto dolciario tradizionale

Prosegue il festival del Torrone di Caltanissetta, che fino a domani celebrerà tutte le espressioni del torrone. Il centro storico di Caltanissetta è stato protagonista di approfondimenti tematici e tavoli di lavoro interamente dedicata al dolce che proprio nel capoluogo nisseno trova la sua migliore espressione regionale.

L’obiettivo dichiarato è valorizzare un’eccellenza del territorio che vanta una storia centenaria, da riscoprire e rilanciare. Dalla seconda metà dell’Ottocento e fino alla metà del secolo scorso, infatti, Caltanissetta poteva vantare il titolo di “Città del Torrone” e la presenza di ben otto torronifici a fronte dei quattro odierni.

Presentato il primo opuscolo informativo che racconta la storia del Torrone

Per contribuire alla realizzazione di questo ambizioso obiettivo è stato presentato presso la Camera di Commercio di Caltanissetta il volumetto “Sua Eccellenza il Torrone di Caltanissetta”, il primo opuscolo informativo che racconta la storia della specialità nissena realizzato dal professore Salvatore Farina, presidente dell’associazione culturale “Ducezio”, e finanziato dalla Camera di Commercio di Caltanissetta.

“Ho realizzato questo opuscolo spinto da un sano e istintivo spirito di servizio, visto e considerato che, finalmente per la seconda volta, si organizza una manifestazione a favore del torrone con un ritardo di cento anni perché se pensiamo alla locandina dell’Expo di Torino del 1884 (volutamente inserita da me in quarta di copertina), che vide primeggiare il torrone nisseno in una competizione nazionale, fa rabbia vedere che eravamo i primi e che oggi le cose vanno diversamente”, ha spiegato il professore Farina.

Il riferimento storico è l’Esposizione Generale Italiana del 1884 che si tenne a Torino nel parco del Valentino e che vide trionfare il torronaio nisseno Salvatore Amico nella sezione “Torroni e Panforte”. Alle spalle di Amico si posizionarono noti torronai di Cremona, Caserta, Este, Siena. La situazione oggi si è capovolta, ma risalire la china è possibile. Del resto, le competenze non mancano come dimostra l’alacre lavoro, documentato anche all’interno dell’opuscolo, dei quattro torronifici locali: Geraci, Miraglia, Nitro e “Tentazioni e Sapori”.

C’è poi un altro ingrediente in grado di fare la differenza. “Noi abbiamo un prodotto di eccellenza rispetto agli altri perché possediamo la storia e soprattutto le materie prime a km zero: mandorle, pistacchi e miele”, ha detto Farina sottolineando la differenza tra la cubbaita scura, dolce che si può realizzare anche in casa, e il torrone bianco nisseno, eccellenza che “valorizza l’artigianalità e il mestiere”.

Un appello raccolto dalla Camera di Commercio di Caltanissetta “La promozione di un’eccellenza del territorio, come il torrone bianco, è un primo passo per investire in maniera seria e concreta sulle infinite risorse di una provincia da valorizzare”, ha detto il Commissario Straordinario Giovanna Candura. “La Camera di Commercio di Caltanissetta intende farsi promotrice di un rilancio delle attività dolciarie locali, che nulla hanno da invidiare a quelle dei competitori nazionali e non solo. Anzi", ha spiegato il Commissario. “Recuperiamo, dunque, questi cento anni di ritardo valorizzando i nostri produttori locali e approntando una strategia di lungo periodo e di ampio respiro cha abbia ricadute positive sul tessuto economico della provincia: ad esempio, creando un distretto produttivo del torrone che abbia nel territorio nisseno il suo cuore pulsante”, ha detto Candura.

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