Divorzio tra Santoro e la Rai

Le parti "hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione", affidando a una transazione la definizione del contenzioso con il giornalista e recuperando "la piena reciproca autonomia decisionale". Il conduttore verso La7
Caltanissetta, Archivio

ROMA. Finisce con una nota secca, di poche righe, il lungo rapporto di amore e odio tra Michele Santoro e la Rai. E' l'azienda ad annunciare il divorzio consensuale: le parti "hanno convenuto di risolvere il rapporto di lavoro, riservandosi di valutare in futuro altre e diverse forme di collaborazione", affidando a una transazione la definizione del contenzioso con il giornalista e recuperando "la piena reciproca autonomia decisionale". Santoro dirà la sua domani, in una conferenza stampa convocata prima a via Teulada alle 11, ma che potrebbe cambiare location. Ma intanto viene dato a un passo da La7: a scommetterci è anche Enrico Mentana, che gli dedica l'apertura del tg della sera. Mentre il presidente della tv pubblica Paolo Garimberti commenta: "Spiace", ma "ho profondo rispetto per il diritto di ciascuno di essere artefice del proprio destino".   
Più volte annunciato in passato, rilanciato nelle indiscrezioni delle ultime ore, la notizia dell'addio di Santoro piomba come un fulmine a ciel sereno sul consiglio di amministrazione riunito per la discussione dei palinsesti - dai quali sarebbe scomparso solo oggi Annozero - alla presenza del direttore generale Lorenza Lei e del vicedg Antonio Marano. A quanto si apprende, sarebbe stato il direttore degli Affari legali Salvatore Lo Giudice a spiegare la 'ratio' dell'intesa: l'azienda avrebbe scelto la risoluzione consensuale del rapporto e lo strumento dell'esodo incentivato per evitare che l'imminente sentenza della Cassazione - mercoledì la Corte si pronuncerà nel merito sul ricorso dell'azienda contro la sentenza del tribunale del lavoro che ha reintegrato Santoro - potesse 'ingessare' in qualche modo la posizione di entrambe le parti. Top secret la cifra della transazione: si parla di circa 2 milioni (l'uscita agevolata prevede 24 mensilità), in ogni caso inferiore al tetto dei 2,5 milioni per il quale sarebbe stato obbligatorio il passaggio in consiglio.   
L'intesa di oggi, pur maturata nelle ultime ore, sarebbe il frutto di una lunga trattativa tra Santoro e la Lei, che avrebbe visto anche qualche settimana fa un pranzo a tre con Garimberti. "Qualche giorno fa sono stato informato dal Direttore Generale e da Michele Santoro - spiega oggi Garimberti - che erano in corso riservatissimi contatti tra le parti per trovare una soluzione consensuale al complesso contenzioso tra Rai e il giornalista, contatti che sono evidentemente proseguiti e del cui esito ho saputo oggi".   E in consiglio non mancano i malumori: l'accordo è stato raggiunto "a totale insaputa del cda", lamentano i consiglieri di area di centrosinistra Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten, che protestano per l'assenza di alcuna "clausola di non concorrenza". "Non posso condividere un atto che non va a difesa dell'interesse aziendale", accusa il consigliere Rodolfo de Laurentiis. Ma i maldipancia coinvolgono anche la maggioranza: "Sono rammaricato che nell'accordo non ci sia la clausola di non concorrenza", dice anche consigliere Antonio Verro. A questo punto, insomma, Santoro - forte del suo pubblico di 'aficionados', che in quest'ultima stagione gli ha regalato una media superiore al 20% di share e di oltre 5,7 milioni di spettatori - è libero di realizzare i progetti che vuole dovunque voglia. Anche perché le possibili "nuove forme di collaborazione" con la Rai sarebbero escluse dall'ordine del giorno sugli esodi incentivati votato dallo stesso consiglio.   
I dubbi sul futuro saranno sciolti definitivamente domani. Ma intanto La7 gli apre le porte: "Nessun contratto è stato ancora firmato, ma noi lo accoglieremmo a braccia aperte", commenta Mentana, dopo il servizio del Tg La7 che parla di "trattative andate molto avanti, sia sul piano contrattuale sia su quello dei contenuti giornalistici che Santoro potrebbe autonomamente realizzare non solo sul piano dell'attualità", ma anche recuperando un suo vecchio pallino, "le docufiction". Chi è pronto a scommettere che Michele non rifarà Annozero è Marco Travaglio: "Era quasi prigioniero del format, quasi condannato a rifare sempre lo stesso prodotto. Sono felice per lui, si è liberato da un giogo che stava diventando molto pesante", dice il giornalista, presenza fissa del programma di Rai2, che pure accusa l'azienda di "essere riuscita finalmente ad affondare la nave ammiraglia della flotta".   
Se il centrosinistra - dal Pd Paolo Gentiloni al leader Idv Antonio Di Pietro all'Udc Roberto Rao - parla di sconfitta della Rai e dei telespettatori e chiede di conoscere i dettagli dell'accordo, dal centrodestra il Pdl Giorgio Stracquadanio è pronto a giurare che il premier Berlusconi "é contento", mentre il sottosegretario Carlo Giovanardi taglia corto con un 'chissenefrega'. Tra i conduttori, Serena Dandini si rammarica, ma dice: "E' importante che continui a fare il suo lavoro". Durissima Lucia Annunziata: "E' uno sbaglio mandare via Santoro dalla Rai. Uno sbaglio editoriale e industriale. Che indebolisce l'azienda".

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