Con Verdone rivive la vecchia commedia all'italiana

ROMA. In tre fanno fatica a mettere su un affitto di 750 euro al mese, eppure Ulisse Diamanti, Fulvio Brignola e Domenico Segata, adulti cinquantenni con figli da mantenere, avevano avuto, prima di divorziare, un certo successo nella vita. Con il divorzio invece tutto è finito. E i tre costretti a vivere insieme per sopravvivere hanno scoperto che ormai ci sono solo Posti in piedi in paradiso, proprio come dice il titolo dell'ultimo film di Carlo Verdone nelle sale dal 2 marzo distribuito dalla Filmauro. Una commedia all'italiana che guarda a quelle del passato, divertendo e non solo, proprio come era intenzione dello stesso Verdone che aveva annunciato questa volta uno sguardo più mirato alla realtà.
Intanto i personaggi. Ulisse Diamanti (Verdone) è un sessantenne, ex discografico di successo, che si è rovinato anche per lanciare sul mercato una moglie non proprio brava nel cantare.  Ora Ulisse, che è fondamentalmente una brava persona, campa con un negozietto di vinili vintage dove vive anche nell'umido retrobottega. Ha una figlia (Maria Luisa de Crescenzo) che vede poco perché vive a Parigi con la madre Claire (Diane Fleri). Fulvio Brignola (Pierfrancesco Favino) è invece un critico cinematografico in disgrazia. Ora, lui che è un pignolo non privo di ingenuità, scrive solo di gossip e, senza soldi come é, va a dormire in un istituto di suore. Ha anche lui una bambina di tre anni e una ex moglie non facile da gestire (Nicoletta Romanoff). Ultimo personaggio, il più ingombrante, é quello interpretato da uno straordinario Marco Giallini, un po' Sordi, un po' Gassman, nei panni di Domenico. Blazer d'ordinanza, Domenico fa l'agente immobiliare, ma senza troppo successo, tanto da dormire nella barca di un amico. E' un giocatore compulsivo di gratta e vinci e si è fatto anche qualche anno di galera. Non solo. Per arrotondare e dare linfa vitale a moglie e figli si dà da fare prostituendosi con signore attempate. E così per lui il viagra scorre a fiumi. Arriva grazie a lui in questo sgangherato terzetto, che alla fine ha scelto di condividere la più sfigata delle case,  anche Gloria (Micaela Ramazzotti)  svaghita cardiologa infelice. Sarà infatti lei a fare da pronto intervento a Giallini in preda ad un attacco di ipotensione per abuso di viagra. Mille le avventure di questo terzetto di morti di fame che alla fine troverà un certo riscatto solo nei figli. Frase cult del film, la formula di Giallini per andare con le tardone: "Tanto viagra, poi chiudo gli occhi e parto di immagine".

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