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Scandalo del cemento, al via nuovo processo a Caltanissetta

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Un tecnico della «Calcestruzzi spa» è chiamato in udienza per una tranche della maxi inchiesta «Doppio colpo», mentre un altro è stato rinviato a giudizio

CALTANISSETTA. È un’altra fetta della maxi inchiesta sullo ”scandalo del cemento” quella che approda al cospetto del giudice. Con un tecnico della «Calcestruzzi spa» chiamato a comparire dinanzi il giudice per le udienze preliminari Alessandra Giunta, al quale ha chiesto di essere giudicato con il rito abbreviato. È il trentaseienne Nunzio Anello (assistito dagli avvocati Danilo Tipo e Raffaello Falagiani).

Sul suo capo pendono le contestazioni - in concorso con un suo collega che ha optato per il rito ordinario e che è stato già rinviato a giudizio - di truffa, frode in pubbliche forniture con l’aggravante di avere favorito la mafia e inadempimento di contratto di forniture pubbliche. Questo l’elenco d’imputazioni che i sostituti Onelio Dodero ed Elena Caruso hanno ipotizzato nei suoi confronti e dell’altro suo collega che ha scelto una differente strada processuale. Entrambi sono stati tirati in ballo per una delle tante opere poi finite al centro della maxi inchiesta, di carabinieri e guardia di finanza, ribattezzata «Doppio colpo». Che s’è sviluppata in più tranche e con coinvolgimenti a più livelli. L’opera in questione, in questo caso, è il Porto isola - diga foranea di Gela.

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