LA PROTESTA

Scuola al freddo a Gela e la maestra va in classe con la tuta da sci

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Al quinto circolo didattico del plesso «Nicholas Green», genitori e insegnanti da mesi chiedono la riattivazione dei caloriferi

GELA. Non è passata inosservata agli occhi delle colleghe e degli stessi genitori che da mesi chiedono il ripristino dei termosifoni della scuola. La maestra Mariolina Faraci, ieri, si è presentata in classe indossando tuta e guanti da neve giudicati indispensabili a garantire il proseguo delle lezioni.

«A scuola sento freddo – accusa – i termosifoni non sono accesi. Ho quindi ritenuto opportuno vestirmi adeguatamente indossando la tuta che uso per andare a sciare. Solo cosi posso rimanere in classe. Gli alunni, invece, fino all’ora di pranzo sono costretti ad indossare i giubbotti anche se è utopistico pensare di farli lavorare e chiedergli di usare una matita senza ricorrere ai guanti”. L’emergenza legata al freddo a scuola, scattata con l’abbassamento delle temperature, è sono una delle tante necessità che affliggono il quinto circolo didattico del plesso “Nicholas Green” diretto da Rocco Incardona.

«Da tre anni lottiamo per eliminare le criticità – sostengono i genitori degli alunni Giuseppe Maganuco e Maria Grazia Cirasa – Piove nella classi e gli infissi hanno numerosi spifferi d’aria. Nella hall della scuola non è possibile accendere le luci perché l’impianto va in corto circuito».

I genitori dei piccoli alunni ieri, dopo una protesta, hanno deciso di riportare i loro figli a casa. «Fino a quando i termosifoni non funzioneranno – accusano i genitori – i nostri figli non andranno a scuola».

Il responsabile dell’ufficio manutenzione del Comune, Angelo Scudera, non nasconde i disagi della scuola ma assicura il ripristino immediato dei caloriferi. «Abbiamo sostituito una conduttura dei termosifoni – assicura Scudera – l’ultimo tratto ancora marcio. Non sarà difficile eliminare gli spifferi dalle finestre delle aule e il guasto elettrico che non consente di accendere le luci all’ingresso della scuola. Le infiltrazioni provenienti dal tetto – conclude – sono di competenza dell’impresa che ha collocato i pannelli solari». Dal canto suo, il dirigente scolastico, Rocco Incardona non è preoccupato per l’agibilità della scuola e promette un ritorno alla normalità già da stamattina.

«I tecnici del comune stanno sistemando i riscaldamenti – dice Incardona - Il ritardo nella sistemazione è legato ad un’attesa dei tubi realizzati da imprese del nord Italia. La manutenzione del tetto, invece, è affidata all’impresa che ha collocato i pannelli fotovoltaici. Le infiltrazioni possono essere legate agli infissi dove gli interventi dei tecnici del Comune riescono solo a tamponare. Il problema non è risolto e va avanti ormai da tre anni. Per una sistemazione definitiva ci vorrebbero somme che attualmente non sono in Bilancio. La ditta che gestisce il tetto ha assicurato un intervento risolutore dal 2 febbraio prossimo».

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