CALTANISSETTA

Pestaggio in un locale, condannati padre e due figli

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CALTANISSETTA. Un’intera famiglia o quasi condannata per un pestaggio in un locale. Padre e due figli sarebbero stati gli autori della selvaggia aggressione di cui sarebbe rimasto vittima un altro cliente che in quel momento si trovava all’interno dello stesso pub. E che avrebbe avuto la sfortuna d’incrociare la sua strada con quella dei tre. Che ieri sono stati riconosciuti responsabili di lesioni aggravate.

Così s’è chiuso il processo a carico di Francesco Alletto e dei suoi figli Ivan e Raimondo (tutti e tre assistiti dall’avvocatessa Maria Francesca Assennato).

Il giudice Antonio Napoli ha inflitto la pena a 2 anni e 10 mesi ciascuno a Alletto senior ed al figlio Ivan, mentre Raimondo ha rimediato 2 anni e 6 mesi. Il pubblico ministero Ines Termini aveva proposto la condanna del terzetto ad un anno ciascuno. Di contro, la difesa ha sollecitato un verdetto assolutorio nei confronti di Francesco e Ivan Alletto e, conseguentemente, l’esclusione delle due aggravanti per Raimondo. Aggravanti riferite una all’ipotetico uso dell’arma, un coltello di cui però non è stata poi trovata traccia, e quella relativa alle più persone riunite perchè - sempre per il loro legale - padre figlio non avrebbero aggredito l’altro. Così da proporre, alla fine, nei confronti di Raimondo Alletto il «non doversi procedere per difetto di querela». Ma alla fine le valutazioni del giudice sono state differenti.
La parte offesa, Giovanni F., ha poi preferito non costituirsi nel procedimento che è scaturito a carico dei suoi presunti aggressori.

La lite sarebbe scoppiata all’interno di un locale di viale Luigi Monaco che adesso è in altra sede. D’improvviso, secondo la tesi accusatoria, il terzetto si sarebbe accanito contro il malcapitato. Che sarebbe anche stato ferito con un coltello. Almeno secondo l’ipotesi degli inquirenti. Perché in realtà l’arma nessuno l’ha vista e non è mai stata trovata. Padre e figli - secondo la procura - avrebbero picchiato l’altro brutalmente, prendendolo pure a colpi di sedia quand’era già malconcio per terra. Poi, una volta terminata quel sospetto assalto, il ferito si sarebbe presentato al pronto soccorso dell’ospedale per farsi medicare. E lì gli sono state riscontrate ferite d’arma da taglio nella zona toracica, in particolare nell’area dorsale, poi alla testa e alla coscia destra, oltre ad ematomi vari che sarebbero stati provocati dalle botte ricevute e dai colpi di sgabello che avrebbe incassato.

La successiva denuncia ha fatto finire padre figli - già al centro di altre disavventure giudiziarie - sotto processo. E ieri pomeriggio è arrivata la condanna che il giudice motiverà entro novanta giorni.

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