L'INDAGINE

Scandalo all'istituto minorile di Caltanissetta, indagine dopo un esposto di un sindacato

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CALTANISSETTA. È da un esposto del sindacato, che ha preso le mosse l’indagine che, poi, ha fatto scoppiare il sospetto scandalo dei corsi professionali pilotati all’istituto penale minorile. Dalla Cgil – era il 16 gennaio del 2014 - è partita la segnalazione non solo alla procura, ma anche al ministero della Giustizia, al dipartimento per la giustizia minorile, al direttore generale del personale e della formazione ed al direttore dei centri per la giustizia minorile.

A redigerla, il coordinatore provinciale di Fp Cgil, Paolo Anzaldi, che ieri è stato sentito in aula in una udienza fiume del processo alla ex direttrice dell’istituto penale minorile Alfonsa «Nuccia» Micciché, il figlio Fabrizio Fiorenza, la figlia Federica Fiorenza, l’amministratore unico della società cooperativa sociale «Iopervoiperio», William Daniele Antonio Di Noto, il legale rappresentante del Centro servizi formativi Enaip, Salvatore D’Antoni, Emiliano Maria Longo che nella veste di docente avrebbe tenuto corsi di formazione per i ragazzini, Giuseppe Focaccio presidente dell’«Araba fenice» e la dipendente della stessa Onlus Gaetana Rosaria Migali. Gli otto (difesi dagli avvocati Raffaele Palermo, Davide Anzalone, Emanuele Limuti, Walter Tesauro, Diego Giarratana, Rudy Maira, Carlo Petitto e Robert Ranieli) sono chiamati a rispondere, a vario titolo, di associazione a delinquere, abuso d’ufficio, falso in atto pubblico, corruzione, e concussione per induzione.

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