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Gli arresti in Liguria: i legami con la mafia. Chi sono i fratelli spietati di Riesi e la signora di Cosa nostra

Il clan Cammarata è uno dei più spietati, pericolosi e potenti della Sicilia orientale

Maria Catena Cammarata

Il clan Cammarata di Riesi, affiliato a Cosa nostra, chiamato in causa nell’inchiesta di Genova che ha coinvolto i vertici istituzionali della Liguria, è uno dei più spietati, pericolosi e potenti della Sicilia.

A capo della cosca è Pino Cammarata, considerato il capomafia. Accanto a lui, i suoi fratelli Vincenzo e Francesco, tutti ergastolani e condannati al 41 bis. I cosiddetti «fratelli terribili» per anni hanno gestito i traffici illeciti del territorio e si sono macchiati di delitti efferati. Ai domiciliari, al momento, con l’accusa di associazione mafiosa, c'è anche la sorella dei tre boss, la settantenne Maria Catena (nella foto), ritenuta la «Signora di Cosa nostra». Appena qualche mese fa è stata condannata, in via definitiva a 11 anni di reclusione per mafia e pizzo.

Dopo l’arresto dei tre fratelli, secondo gli inquirenti, sarebbe stata proprio lei a gestire gli affari di famiglia. Il clan Cammarata è stato tra i protagonisti della guerra di mafia scoppiata nel Nisseno negli anni Novanta.

Una guerra tra Cosa nostra da un lato e gli stiddari dall’altro. Per anni il clan Cammarata ha predominato sul territorio ma dopo la violenta faida di quegli anni ha subito anche duri colpi da parte dello Stato. Per sfuggire alla cattura, per paura di essere ucciso o dopo anni di carcere, molti affiliati e uomini d’onore, hanno lasciato Riesi per proseguire i loro affari illeciti, nel nord Italia.

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