L'OMELIA

L'allarme del vescovo di Caltanissetta: "I poveri sono sempre più poveri"

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Intervento breve ma ricco di significati quello di Russotto che ha parlato a «braccio» della sofferenza di tante famiglie

CALTANISSETTA. Ha fatto solo un cenno ai temi di ordine sociali ("I poveri sempre più poveri") il vescovo Mario Russotto nell'omelia pronunciata nella messa di Natale. È stata una omelia insolitamente breve, "a braccio", ma egualmente ricca di significati. Ha parlato pochissimo il vescovo (appena cinque minuti) in una Cattedrale dove ad assistere al pontificale del numero uno della nostra diocesi non c'era il pienone. Russotto ha preferito, come richiedeva la circostanza, soffermarsi su temi squisitamente religiosi. Partendo dalla lettura di una pagina del Vangelo di Giovanni ha sviluppato una serie di riflessioni per affermare che la nascita del bambinello - evento straordinario - rappresenta una storia di salvezza tessuta dalla parola di Dio.

«Il Dio bambino che è in mezzo a noi è la luce dell'uomo. Non ci rendiamo conto - ha detto il prelato - di quello che significa Dio che parla, un Dio che ha creato l'uomo parlante che ha indicato la via della civiltà dell'amore. Ha voluto darsi all'umanità e si è fatto carne, offrendosi a noi nel silenzio e piantando la tenda in mezzo a noi. Una storia straordinaria - ha aggiunto il vescovo - che risvegliare sogni sopiti, ridestare le coscienze e riaccendere le speranze. Dio ha restituito a noi la sua luce e la sua vita. Il verbo si fece carne significa pensare nel giorno di Natale agli indigenti, ai cercatori della notte, siamo noi la carne chiamati a riaccendere la passione della vita». Ad ascoltare il pontificale, animato dalla Corale di Santa Maria La Nova che ha intonato canti squisitamente natalizi, non c'erano autorità. Sicuramente più affollata la veglia della notte di Natale in un Duomo gremito di fedeli e ammiratissimo il bambinello in creta opera di un artista di Caltagirone posto ai piedi dell'altare maggiore. Al termine della messa il vescovo ha rivolto messaggi augurali ai fedeli e alla città. A far da sfondo una piazza Garibaldi straordinariamente tirata a lucido e sfarzosamente illuminata. A presidiarla forze dell'ordine e polizia municipale con un servizio protrattosi fino alle due di notte.

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