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PECULATO

Strage di Capaci, processo a rischio: giudice popolare indagato

La questione sarà esaminata nella prossima udienza del processo, fissata per il 24 febbraio

CALTANISSETTA. Un giudice popolare è indagato per peculato e il processo bis d'appello per la strage di Capaci rischia di saltare. Il giudice popolare della corte d'assise d'appello nissena infatti si è dimesso. Non vi sono altri giudici popolari supplenti. I rimanenti nelle precedenti udienze avevano rinunciato all'incarico per motivi personali o di salute.

La presidente della corte d'assise d'appello Maria Giovanna Romeo ha emesso un'ordinanza fuori udienza per comunicare che non c'è più il numero regolare di sei giudici popolari per comporre la corte e quindi ora dovranno essere sorteggiati i nuovi giudici popolari.

La questione sarà esaminata nella prossima udienza del processo, fissata per il 24 febbraio. Se le parti daranno il consenso a rinnovare gli atti, cioè a ritenere valida l'attività svolta con la vecchia composizione, il processo andrà avanti regolarmente, altrimenti si dovrà ricominciare daccapo.

Nel processo bis di primo grado in abbreviato per l'attentato costato la vita a Giovanni Falcone, Francesca Morvillo e a tre poliziotti della scorta, che vede imputati per strage Cosimo D'Amato, Giuseppe Barranca e Cristofaro "Fifetto" Cannella, erano già stati sentiti diversi pentiti , tra cui Gaspare Spatuzza, lo stesso Cosimo D'Amato, Giovanbattista Ferrante, Fabio Tranchina e Giovanni Brusca.

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