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LOTTA AL SOMMERSO

Controlli nei cantieri, scoperti lavoratori in nero nel Nisseno

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CALTANISSETTA. Nuovo atto della lotta al lavoro sommerso. Altri dipendenti in nero sono stati scoperti in controlli in cantieri e altre attività imprenditoriale. Parallelamente sono scattate sanzioni amministrative per decine di migliaia di euro. È il frutto di una nuova tornata di controlli effettuata in questi giorni dai carabinieri del nucleo ispettorato lavoro e del comando provinciale, con al loro fianco gli ispettori del lavoro civili.

Le verifiche si sono concentrate sul capoluogo, Gela e Sommatino. È da qui che sono arrivati i riscontri. Che se da un lato confermano ancora una volta la bontà del servizio, dall’altro hanno evidenziato come il fenomeno del sommerso sia sempre diffuso.

Tre, in particolare, i lavoratori in nero che sono stati riscontrati. Il primo in un ditta edile del capoluogo nisseno dove, peraltro, al titolare è stata contestata una serie di violazioni. Si va dal non avere consegnato ai lavoratori dispositivi di protezione, alla mancata formazione e informazione sui rischi del cantiere e, ancora, di non avere predisposto il piano operativo di sicurezza.
In un’altra ditta nissena, sempre del comparto edile, è stato sorpreso un altro operaio ”fantasma”. All’imprenditore è stata imputata la non corretta tenuta del libro unico del lavoro, l’omessa comunicazione di licenziamento a dipendenti e poi orari di lavoro settimanali non rispettati a dispetto, secondo i militari, del contratto nazionale di lavoro.

L’ultimo lavoratore in nero, su due operai presenti in ditta, è stato riscontrato in un’agenzia di pompe funebri a Gela. Al titolare è stata comminata una sanzione particolarmente salata.
Chiude il quadro delle verifiche l’ispezione in un’azienda agricola di Sommatino. Anche qui sarebbe saltata fuori qualche anomalia. Più in dettaglio, buste paga più magre ai dipendenti rispetto a quanto previsto dal contratto collettivo nazionale, con il conseguente disconoscimento di agevolazioni contributive.

Alla luce di queste risultanze, complessivamente, è emerso che su 15 dipendenti 3 erano in nero. Aspetto, questo, che ha fatto scattare sanzioni di 4 mila euro per ogni lavoratore irregolare. Le ammende comminate hanno toccato il tetto delle 5.150 euro, mentre le sanzioni amministrative hanno raggiunto quota 19.166 euro, con recupero di contributi e premi assistenziali per 27.022 euro. Infine, le sanzioni per i recuperi Inps sono state, globalmente, di 9.300 euro.

I controlli dei carabinieri e degli ispettori del lavoro stanno proseguendo e andranno avanti, con cadenza regolare, anche nei prossimi giorni per contrastare impiego sommerso ed avasione fiscale e contributiva.

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