stampa
Dimensione testo

Cronaca

Home Cronaca Boom di marijuana prodotta in loco nel comprensorio di Gela
IL CASO

Boom di marijuana prodotta in loco nel comprensorio di Gela

GELA. Per magistratura e polizia la mafia del comprensorio di Gela avrebbe deciso di «cambiare i canali di approvvigionamento della droga da spacciare, decidendo di produrre in loco la marijuana per contenere i costi e ridurre i rischi di essere intercettati dalle forze dell'ordine». È questa l'ipotesi investigativa che ha preso corpo e che è stata illustrata, nel corso di una conferenza stampa a palazzo di giustizia, dopo i numerosi sequestri di piantagioni di canapa indiana scoperti tra Gela, Butera, Niscemi e Riesi, in località di non facile accesso e spesso realizzate in serra, tra pomodori, zucchine, melanzane e peperoni.

Nel giro di due settimane, gli agenti della squadra mobile di Caltanissetta e dei commissariati di Gela e di Niscemi hanno sequestrato 110 kg di marijuana, migliaia di piante già mature per la raccolta e arrestato quattro agricoltori, probabilmente produttori della droga per conto terzi.

Numerosi anche i sequestri eseguiti dai carabinieri. Una nota di colore a margine dell'ultima operazione della polizia, avvenuta due giorni fa in contrada «Bulala» col sequestro di 70 kg di droga.

A guardia della marijuana, celata in un casolare abbandonato, c'era un feroce pittbull che gli agenti del commissariato di Gela hanno ristorato, dandogli del cibo, e tutelato, affidandolo alle cure di un canile autorizzato.

© Riproduzione riservata

TAG: ,

* Campi obbligatori

Immagine non superiore a 5Mb (Formati permessi: JPG, JPEG, PNG)
Video non superiore a 10Mb (Formati permessi: MP4, MOV, M4V)

Correlati

X
ACCEDI

Accedi con il tuo account Facebook

Login con

Login con Facebook
  • Seguici su
X