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Eni, il sindaco di Gela scrive alle moglie dei dipendenti dell'indotto

GELA. Il lavoro a Gela manca, la riconversione green della raffineria Eni va a rilento, gli operai disoccupati protestano per la concorrenza di manodopera esterna e il sindaco, Domenico Messinese, li rassicura scrivendo una lettera aperta alle mogli dei dipendenti dell'indotto che definisce «il miglior esempio di coraggio e di forza».

«Il vostro dramma non è un disagio isolato e circoscritto - scrive Messinese - perchè ha ripercussioni sull'intera economia cittadina». Quindi comunica che è in corso un confronto con Enimed per i livelli occupazionali nei suoi cantieri e annuncia che «il 12 dicembre si terrà a Caltanissetta un tavolo prefettizio, perchè quel lavoro spetta solo a chi è inserito nella lista di disponibilità», cioè al personale dell'indotto.

Ma «non vogliamo - precisa - che i nostri cittadini vivano di elemosine. Non so se la bioraffineria, i fondi di compensazione, il Patto per la Sicilia, i finanziamenti europei, l'agricoltura, l'artigianato, il turismo saranno sufficienti a segnare la svolta economica di questa città. Di certo non abbiamo lasciato nulla di intentato per il futuro delle vostre famiglie, che più di tutte meritano rispetto per il lavoro e la dignità che vi sono stati scippati dall'oggi al domani».

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