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"Denaro in cambio dell'auto rubata": chiesto processo per un fruttivendolo

CALTANISSETTA. La procura di Caltanissetta vuole che sia processato per tentata estorsione continuata. Ipotesi che pende su un fruttivendolo nisseno chiamato in udienza preliminare. È il trentunenne Calogero Michael Alba junior (difeso dall’avvocato Sergio Iacona) finito al cospetto del gup di Caltanissetta, David Salvucci su richiesta di rinvio a giudizio avanzata dal pm di Caltanissetta, Davide Spina.

È tirato in ballo perché avrebbe tentato di spillare soldi, secondo la tesi accusatoria, a un trentenne, il nisseno Pasquale Greco (assistito dall’avvocato Massimiliano Bellini) che ha ottenuto dal gup di potersi costituire parte civile.

L’imputato, dal canto proprio, ha chiesto un breve congelamento del procedimento perché vorrebbe accedere a un rito alternativo, come ad esempio l’abbreviato.

La vicenda giudiziaria ha preso le mosse proprio dalla reazione della neo parte civile che, piuttosto che piegarsi all’ipotetico ricatto, s’è presentato ai carabinieri. E in caserma ha raccontato la sua disavventura legata a una vicenda un po’ intricata nello sviluppo. Tutto si sarebbe consumato nell’arco di un paio di giorni, tra il 20 e il 22 settembre del 2014.

Il primo passo, che rappresenta in qualche modo l’antefatto, sarebbe stato l’acquisto da un’auto usata da parte dell’adesso parte civile. Una Lancia Y presa nel maggio precedente da un autosalonista di San Cataldo con il quale avrebbe pattuito il prezzo in 1.500 euro da saldare con rate mensili da 100 euro.

Dopo un po’, però, l’utilitaria avrebbe accusato problemi meccanici, tanto che il proprietario sarebbe stato costretto a lasciarla a poca distanza dalla sua casa di campagna. Un po’ di tempo dopo, a metà settembre, un rottamaio si sarebbe presentato a lui chiedendogli di poter portare via quella Lancia Y. E così sarebbe stato, nonostante nessuno lo avesse autorizzato. Nel momento in cui, però, qualche giorno dopo avrebbe chiesto i documenti di demolizione, il ferrovecchio non avrebbe risposto a quell’esortazione e, piuttosto, gli ha fissato un appuntamento. In quell’occasione gli avrebbe poi chiesto di fingere di avere avuto un incidente stradale. Ma il premio assicurativo è presto lievitato.

Nell’evolversi della storia vi sarebbe un salto di qualche giorno. Fino a quando la compagna della parte lesa gli avrebbe presentato un fruttivendolo – lo stesso finito nel registro degli indagati - che si sarebbe offerto di fare da intermediario con i rottamai perché restituissero l’utilitaria. Ma qualche giorno dopo avrebbe incontrato lo stesso Greco al quale avrebbe chiesto 400 euro. «Portameli - lo avrebbe minacciato - ed inutile che scappi o ti nascondi, tanto ti trovo ovunque e ti ammazzo… e devi poi portare 300 euro». Poi avrebbe preteso altri 500 euro ancora «per evitare di fare del male». Il trentenne, a quel punto, s’è presentato ai carabinieri e le indagini hanno fatto scattare la richiesta di rinvio a giudizio.

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