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Assenteismo al Comune di Caltanissetta, i testimoni: «Si scambiavano i badge per timbrare»

CALTANISSETTA. «Timbrava per la collega che usciva prima perché aveva il suo tesserino o un duplicato». É un passaggio della ricostruzione resa ieri in aula da un sottufficiale dei carabinieri che da più udienze si sta soffermando sulle indagini a carico dei sospetti assenteisti al Comune. Sono 44 in tutto i nomi in tutto al centro di un fascicolo della magistratura nissena.

Sono dipendenti dell'Ufficio tecnico, agenti di polizia municipale e impiegati civili dello stesso comando, accusati a vario titolo, di truffa in concorso in danno della pubblica amministrazione e falsa attestazione della presenza in servizio commessa da pubblico dipendente.

«E utilizzava quel badge per fare registrare la falsa presenza di lei in ufficio» ha spiegato il teste riferendosi a Patrizia Torrisi che avrebbe timbrato al posto di Michela Angela Baiamazzola tutte e due dipendenti dell'Ufficio tecnico del Comune. «Tra il 31 gennaio e 14 febbraio non ha chiesto giorni di ferie e permessi e il danno economico è il 7 per cento del retribuito per 9 ore di assenza… 110 euro» è stato osservato.

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