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Riesi, l'agguato a Tardanico: altra prova contro l'imputato

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Salta fuori una nuova intercettazione che rimescolerebbe le carte. Almeno per quanto riguarda la posizione dell'imputato. Un colloquio, catturato in carcere da microspie, che sembrerebbe aggiungere benzina sul fuoco delle accuse piovute su un giovane di Riesi tirato in ballo per quello che gli inquirenti hanno ritenuto un fallito agguato.

Così per il ventiseienne di Riesi, Loris Cristian Leonardi (difeso dagli avvocati Carmelo Terranova e Danilo Tipo), finito in giudizio perché accusato di avere tentato di uccidere a colpi di pistola il trentottenne, pure lui riesino, Salvatore Tardanico che, adesso, potrebbe anche rinunciare alla costituzione di parte civile (assistito dall'avvocato Giacomo Vitello).

La nuova intercettazione che la procura ha inserito agli atti potrebbe anche rimettere in discussione il rito abbreviato chiesto dal giovane, condizionato all'esame di altre intercettazioni. Le stesse che, tra accusa e difesa, avrebbero avuto una chiave di lettura totalmente differente. Così da essere insignificanti per i legali e, di contro, inguaianti secondo i magistrati.

L'articolo nell'edizione di Caltanissetta del Giornale di Sicilia

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