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La reliquia del beato Rosario Livatino nelle carceri di Caltanissetta e San Cataldo

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la reliquia del beato giudice Rosario Livatino oggi sarà nelle carceri di Caltanissetta e San Cataldo.  E la sua camicia intrisa di sangue per il mortale e vile agguato di quella mattina del 21 settembre. Sarà una mattinata intensa di appuntamenti e di emozioni quella che vivranno gli ospiti delle carceri di Caltanissetta e San Cataldo dove stamattina sosterrà per un’ora il reliquiario con la camicia insanguinata del Beato Giudice Rosario Livatino. L'amministrazione penitenziaria e la Curia di Agrigento hanno infatti concordato di far entrare nelle carceri di San Cataldo e Caltanissetta ed in quello minorile di Caltanissetta la particolare reliquia ricevuta in prestito dalla Corte d’Appello di Caltanissetta. La camicia del Giudice Livatino infatti è stata ed è un referto delle indagini e dei relativi procedimenti penali. Si tratta di un atto di fede e di testimonianza quello della “peregrinatio reliquiae” affidata a don Gero Manganella in giro per la Sicilia e l’Italia con la speranza che a Caltanissetta possa servire ad accelerare la voglia di riscatto sociale degli ospiti delle tre strutture di espiazione. Il momento più intenso lo vivranno alcuni ospiti della struttura per minori di Caltanissetta che potranno ascoltare la testimonianza di Giuseppe Palilla, compagno di liceo e presidente dell'associazione "Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino", che sarà accompagnato da un altro socio.
Potrebbe trattarsi però del primo appuntamento di una lunga serie. "Ci piacerebbe poter incontrare questi giovani per più tempo del quarto d'ora concesso -dice Palilla- dalla direzione del carcere. Abbiamo tanto da trasmettergli che potrebbe tornargli molto utile per una riabilitazione sociale. Chiederemo al direttore di programmare degli altri incontri".
L'associazione "Amici del Giudice Rosario Angelo Livatino Onlus" ha tra i suoi punti sociali ha anche quello della testimonianza e della trasmissione dei valori vissuti da Livatino che già altri detenuti anche ergastolani hanno sposato avviando un percorso di riabilitazione e di pentimento cristiano anche all'interno delle carceri che li ospitano. Uno di loro ha anche testimoniato nel processo diocesano per la Canonizzazione di Rosario Livatino, primo magistrato elevato agli onori degli altari.

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