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Riesi, la donna capoclan condannata pure in appello: colpevoli pure il fratello e il nipote

Maria Catena Cammarata

Condannata in appello per mafia e pizzo la «signora» di Cosa nostra a Riesi. E con lei anche un suo fratello e un nipote. Tutti a capo dello stesso clan Cammarata. Colpevole anche un quarto imputato, ma per fatti di droga.

Sconto di pena per tutti, in secondo grado, passando per l’intesa con la procura generale. A cominciare dalla sessantanovenne Maria Catena Cammarata che ha concordato adesso la condanna a 8 anni e 6 mesi di carcere, a fronte dei 18 anni in primo grado per associazione mafiosa e richieste estorsive a un imprenditore agricolo riesino. Colpo di forbice all’entità della pena anche per il fratello, il boss sessantaduenne Francesco Cammarata, che è sceso ora a 10 anni e 8 mesi di carcere – erano stati in precedenza 16 anni - per estorsione. Anche per lui in continuazione con una precedente pronunciamento.

Periodo detentivo ridotto anche per il quarantaseienne Giuseppe Cammarata – nipote di Catena e Francesco – che ha concordato 8 anni e 6 mesi di reclusione per associazione mafiosa ed estorsione, contro di tredici anni che gli sono stati inflitti dal tribunale. Chiude il quadro l’ottantaduenne, pure lui riesino, Giuseppe Di Garbo con la pena, in continuazione, a 11 anni di carcere per associazione a delinquere finalizzata al traffico di droga e spaccio. Nel primo passaggio in aula ha rimediato 18 anni.

Un articolo di Vincenzo Falci sul Giornale di Sicilia in edicola oggi

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