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Serradifalco, l’oro dell’Addolorata da valorizzare

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L’invito di Milazzo di «Serra del Falco»: esporre pure le opere presenti nella cappella del Belvedere
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SERRADIFALCO. E adesso anche l'oro della Madonna Addolorata. E con esso l’armonium, il Crocefisso con i capelli umani, la statua del Bambin Gesù e i candelabri presenti nella Cappella del Belvedere.
È questo l’elenco degli “altrettanti beni del patrimonio storico e religioso di Serradifalco” che l’associazione «Serra del Falco» auspica tornino a essere esposti ai fedeli, in particolare, e al pubblico, più in generale. Così com’è stato per il quadro che raffigura don Francesco Lio – terzo arciprete di Serradifalco, nel periodo tra il 1789 e il 1818, e storico fondatore del Collegio di Maria dei Sette Dolori – da qualche tempo affisso all’interno della chiesa della Madrice.
Il dipinto, afferma il presidente dell’associazione Sergio Milazzo, “per molti anni, è stato gelosamente conservato, insieme a altri beni mobili della Chiesa del Collegio, nella loro abitazione privata di corso Garibaldi, dalle ultime sorelle del Collegio di Maria, dopo la chiusura definitiva dell’edificio”. Struttura quest’ultima – in via Angelo Sesta, a pochi metri dalle chiese del Collegio e della Madrice – in seguito sottoposta a interventi di ristrutturazione e oggi adibita a centro di accoglienza per anziani.
Secondo l’associazione preposta alla conoscenza, alla tutela e alla valorizzazione dei beni culturali, storici, religiosi e ambientali di Serradifalco, anche “il patrimonio storico e religioso della comunità” costituito dall'oro della Madonna Addolorata, dall’armonium, dal Crocefisso con i capelli umani, dalla statua del Bambin Gesù e dai candelabri “vada giustamente valorizzato per come merita”. E nell’esprimere il proprio plauso per la decisione di esporlo in chiesa, l’associazione «Serra del Falco» ricorda che “il quadro, anonimo e d’incerta datazione, è l’unica immagine che esiste dell’arciprete serradifalchese che è stato uno dei più importanti uomini della storia del paese”.

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