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FILCA CISL

Sicurezza sul posto di lavoro nel settore edile, a Caltanissetta convegno sulla prevenzione

Sensibilizzare sull'importanza della sicurezza nel settore edile come condizione fondamentale per arrestare il trend drammatico di crescita di infortuni sul lavoro. È il tema del convegno, dal titolo «Più azione e prevenzione nei cantieri edili, la sicurezza è vita», organizzato dalla Filca Cisl Sicilia, che si è tenuto a Caltanissetta, a Palazzo Moncada, al quale hanno partecipato tra gli altri, Alberto Scarlata, responsabile territoriale della Filca Cisl di Caltanissetta, il segretario regionale della Filca Cisl Sicilia, Paolo D'Anca, Chiara Armenia, prefetto di Caltanissetta, Roberto Gambino, sindaco di Caltanissetta, Maria Grazia Vagliasindi, presidente della corte d'appello di Caltanissetta, Claudio Mingoia, presidente dell'Ance di Caltanissetta, Marco Patucchi, caporedattore Repubblica Palermo, Sebastiano Cappuccio, segretario generale della Cisl Sicilia, Annamaria Furlan, senatrice del Partito Democratico ed Enzo Pelle, segretario generale della Filca Cisl Nazionale. Il convegno è stato moderato dalla giornalista Ivana Baiunco.

«La lunga scia di sangue che quotidianamente si registra nei cantieri - ha detto Paolo D'Anca, promotore del convegno- impone al nostro sindacato di aprire un tavolo di confronto nazionale e regionale sul tema della sicurezza del lavoro. Per questa ragione riteniamo che sia urgente e imprescindibile il coinvolgimento di tutti gli attori interessati, dai soggetti istituzionali alle parti sociali all'ispettorato del Lavoro, alla prefettura, alla presidenza della Corte di Appello, all’Inail, alle forze dell’ordine, e ancora all'amministrazione comunale e regionale dell'Ance, alla Confartigianato, agli ordini professionali, nella convinzione che solo attraverso una sinergia strategica tra tutti i soggetti coinvolti si può arrivare ad una soluzione efficace per arrestare questa emorragia di morti bianche».

«Sui cantieri si va per vivere non per morire e infatti come Filca - ha detto Enzo Pelle, segretario nazionale - abbiamo pensato a provvedimenti concreti per invertire questo drammatico trend, prevedendo l'istituzione della figura della prevenzione, con una semplicazione della patente a punti, che purtroppo non è stata applicata. Una figura che possa rilanciare l'idea della prevenzione e della presenza dello stato sui luoghi di lavoro per fronteggiare concretamente questa emergenza e per dare sostegno concreto ai lavoratori e alle imprese».

«Il dato sulle morti sul lavoro è drammatico e, in un paese civile, non è assolutamente ammissibile registrare la media di tre morti al giorno che testimonia lo scarso valore che si attribuisce alla vita. Il lavoro non può esser sinonimo di infortunio, di morte, ma deve essere vita. Occorre incidere tempestivamente a livello legislativo - ha detto Annamaria Furlan - potenziando la prevenzione, la vigilanza e i controlli e prevedendo immediatamente l'assunzione di diecimila ispettori del lavoro, il cui numero oggi è davvero esiguo ed è necessario richiamare al dovere tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle imprese. Investire sul lavoro non deve essere una scelta ma un obbligo e deve essere esigibile per tutti i lavoratori la formazione perché solo così si combattono le morti sul lavoro e soprattutto bisogna prevedere pene certe e stringenti quando le imprese non rispettano la sicurezza e mettono a rischio l'incolumità di tanti padri di famiglia».

«Da tempo portiamo avanti una campagna di sensibilizzazione sull'importanza della prevenzione nei cantieri perché è inaccettabile - spiega Sebastiano Cappuccio, segretario regionale della Cisl - registrare che ogni anno muoiono centinaia di lavoratori. Riteniamo che bisogna attivare un piano regionale di sicurezza e di salute e mettere in campo un impegno serio e concreto da parte degli ispettori del lavoro e sul fronte della prevenzione, coinvolgendo i lavoratori, nel rispetto del contratto di lavoro. Bisogna fare un grande sforzo, poi, promuovendo una sinergia strategica tra le istituzioni, le forze dell'ordine, Inail, Inps, le associazioni datoriali e i sindacati».

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