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TRIBUNALE

Mussomeli, bimbo morì cadendo in bici nel fossato: 15 condanne

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Per la morte del piccolo Salvatore giudicati ancora responsabili di omicidio colposo gli abitanti di uno stabile di via Bumarro

MUSSOMELI. Ora come allora ne sono usciti con un verdetto di colpevolezza per la morte di un bimbo. Ma hanno beneficiato di uno sconto di pena. Confermata la condanna per omicidio colposo - ma non l’entità della pena che è stata ridotta - per gli abitanti di un intero stabile di via Bumarro, quindici in tutto. Lì, in quella zona alla periferia sud di Mussomeli, quel maledetto pomeriggio del 6 giugno di sette anni fa ha perso la vita il piccolo Salvatore Lo Monaco. Per un gioco che s’è trasformato in tragedia. Era in sella alla sua bici quando, d’improvviso, è finito giù per un fossato. Alla fine battendo violentemente il capo contro un masso ha trovato la morte. E il dolore per la sua scomparsa, poi, ha lasciato spazio agli strascichi giudiziari che ne sono derivati.

Ieri, in appello, i quindici imputati hanno rimediato ancora l’affermazione di responsabilità. Piovuta sul capo di Vincenzo Bonfante, Salvatore Nobile, Salvatore Morreale, Maria Nobile, Maria Mistretta, Francesco Paolo Mingoia, Enzo Marco Costanzo, Adriana Navarra, Sofia Calogera Rossana Salamone, Salvina Amico, Giovanni Giardina, Salvatore Corbetto, Vanessa Nobile, Maria Carmela Sola e Salvatore Romito (difesi dagli avvocati Walter Tesauro, Michele Ambra, Ernesto Brivido, Danilo Tipo e Carmelo Nocera). Per loro è arrivato il colpo di forbice alla precedente condanna.

Ora hanno rimediato un anno ciascuno e la non menzione, a fronte di un anno e mezzo per ognuno di loro con cui ne sono usciti al termine del primo grado del giudizio. Così, ieri, ha sentenziato la corte d’Appello presieduta da Salvatore Cardinale (consiglieri Aldo De Negri e Alberto Davico). Mentre il sostituto pg, Fabio D’Anna, ha proposto la conferma della prima sentenza emessa nell’ottobre di due anni fa dal giudice Marco Sabella.
Già allora gli imputati sono stati peraltro condannati al pagamento di una provvisionale di 120 mila euro in favore di ciascuna delle quattro parti civili che si sono costituite in dibattimento, ovvero Giuseppe Lomonaco ed Enza La Greca (assistiti dall'avvocato Giuseppe Dacquì) genitori dello sfortunato Salvatore e le sue due sorelline. Così come dovranno sborsare i danni in favore degli stessi familiari del bimbo, secondo l’entità che poi dovrà stabilire il giudice civile.

Altri cinque imputati - pure loro condomini dello stesso palazzo - che hanno scelto il giudizio con rito abbreviato, sono stati già condannati definitivamente dalla Cassazione.
Secondo l’accusa una rete posta a protezione di quell’area in cui v’erano lavori, avrebbe potuto scongiurare la sciagura. Evitando che il piccolo Salvatore, con la sua bicicletta, finisce giù in quella buca di sbancamento.

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