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Il delitto di Gela, ora la madre chiede perdono dal carcere

Maria Sofia e Gaia Trainito

GELA. Piange e si dispera Giusy Savatta. Da sabato sera è rinchiusa in una cella della sezione femminile del carcere Petrusa di Agrigento. È avvilita, scombussolata, disorientata, in un forte stato confusionale.

Avrebbe anche chiesto perdono per il terribile gesto che ha compiuto. Ha tolto la vita, paradossalmente, alle creature che amava di più al mondo, alle sue adorate figlie, Maria Sofia e Gaia, di 9 e 7 anni, pensando di farla finita insieme a loro.

Ma non è stato così. Nell’arco di pochi istanti, la sua vita è cambiata. Una famiglia perbene, due bambine obbedienti ed educate, sempre curate nell’aspetto fisico, ben vestite e pettinate.

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