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Mafia e racket a Mazzarino, cinque condanne in appello

Niente sconti ad eccezione di un mazzarinese ritenuto uomo d'onore vicino al clan siciliano di Cosa nostra. E per lui la riduzione di pena è stata più che consistente. Per il resto nulla è mutato rispetto al primo verdetto per un gruppo d'imputati accusato di estorsione.

Il mazzarinese Giuseppe Selvaggio (assistito dall'avvocato Ernesto Brivido) è stato condannato a un anno in continuazione con precedenti sentenze, a fronte dei 5 anni e 4 mesi rimediati in primo grado.

Situazione cristallizzata, invece, per gli altri cinque imputati pure loro coinvolti in questo stralcio della maxi inchiesta antimafia dei carabinieri ribattezzata «Cerbero». Tutto invariato per Salvatore Siciliano (difeso dagli avvocati Vincenzo Vitello e Cristina Alfieri ) con 5 anni e 2 mesi; stessa pena, sempre 5 anni e 2 mesi, per Calogero Sanfilippo (assistito dall'avvocato Gaetano Giunta); Giovanni Siciliano (difeso dall'avvocato Dino Milazzo) con un anno e mezzo in continuazione e, chiude, Maurizio Siciliano (assistito dall'avvocato Vincenzo Vitello) un anno in continuazione.

Per tutti l'accusa è di estorsione, con l'aggravante mafiosa dell'uso di armi e dei metodi violenti.

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