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IL RACCONTO

Il docente arrestato a Caltanissetta, i testimoni: molestie andate avanti per mesi

La vicepreside avrebbe lasciato cadere nel nulla le rivelazioni della docente con la quale la ragazzina si sarebbe confidata: è indagata per omessa denuncia
abusi, Caltanissetta, Cronaca
Polizia Caltanissetta

Una storia di silenzi, di prevaricazione e di molestie. Teatro della vicenda è Caltanissetta dove la Squadra Mobile ha arrestato un professore di scuola media per violenza sessuale. Il docente si trova da oggi ai domiciliari.

L’uomo, che insegna in una scuola media statale, sfruttando il suo ruolo di insegnante, secondo l’accusa avrebbe molestato, in più occasioni, una undicenne.
La ragazzina lo scorso mese di giugno ha trovato la forza di raccontare quanto sarebbe accaduto ad una sua insegnante che ha riferito tutto alla vice preside, ma le confidenze non avrebbero sortito alcun effetto. La vittima delle presunte molestie si è quindi rivolta ai suoi genitori che hanno immediatamente denunciato tutto alla polizia.

In pochi giorni gli investigatori hanno ascoltato diversi minori che avevano ricevuto le confidenze della compagna; anche loro hanno parlato di comportamenti inopportuni e frasi inadeguate che sarebbero state pronunciate dal docente in classe. La ragazza è stata poi ascoltata dal gip durante un incidente probatorio alla presenza di una psicologa.

La solidarietà dei compagni

I compagni di classe dell’alunna, ma anche altri studenti della scuola, hanno mostrato grande solidarietà nei confronti della compagna collaborando con gli investigatori. Secondo le loro testimonianze il docente era solito dire parolacce davanti ai ragazzi e di lanciarsi in apprezzamenti sconvenienti. La vicepreside, che avrebbe lasciato cadere nel nulla le rivelazioni della docente con la quale la presunta vittima si era confidata, è stata denunciata per omessa denuncia.
Le violenze risalirebbero a un periodo che va dall’autunno all’aprile scorso. Sia la scuola che gli inquirenti non intendono fornire altri particolari per tutelare la ragazzina, che se i fatti verranno accertati, avrà finalmente riconosciuto il suo diritto ad avere giustizia.

© Riproduzione riservata

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